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Persone con disabilitą

A cura di Ledha

Archivio notizie

06/07/2017

Ascensore guasto, ragazzo con disabilitą prigioniero in casa propria

Dina Sorrenti e il figlio Alessandro vivono in una casa popolare alla periferia di Milano. Il guasto li costringe a vivere in una condizione di grave disagio da pił di dieci giorni assieme ad altri abitanti del palazzo, tra cui molti anziani.

“Questa mattina (giovedì, ndr) ho dovuto chiamare l’ambulanza per permettere a mio figlio, che ha 38 anni e si muove in carrozzina, di andare al lavoro”. Dina Sorrenti è mamma di un ragazzo con disabilità. Per loro, dallo scorso 24 giugno, compiere gesti semplici come andare al lavoro o fare la spesa è diventato quasi impossibile a causa della rottura dell’ascensore dello stabile in cui vivono. Un palazzo di edilizia popolare in via fratelli Rizzardi (vicino alla fermata della metropolitana di Molino Dorino) gestite da Metropolitane milanesi.

“Dopo i primi quattro giorni di arresti domiciliari, con l’aiuto di alcuni amici sono riuscita a far uscire di casa Alessandro e siamo stati ospitati per alcuni giorni da alcuni parenti”, racconta la signora Sorrenti. Una vita al quinto piano senza ascensore non sarebbe stata possibile, anche perché in un primo momento la riparazione dell’ascensore era prevista per il 28 giugno – come confermato anche da MM – ma successivamente era stata spostata al 20 luglio. A quasi un mese di distanza dal guasto.

“I tempi di fornitura del materiale sono di almeno due settimane -spiegano da Metropolitane Milanesi -. Abbiamo chiesto comunque alla ditta di provare a far ripartire l’impianto, garantendo la massima sicurezza agli inquilini”.

L’intervento dei tecnici ha permesso la rimessa in funzione – almeno parziale – dell’ascensore per alcuni giorni. Dina e Alessandro hanno quindi deciso di tornare a casa. Ma di nuovo il guasto si è ripresentato: “Mercoledì mattina sono tornati i tecnici, ma alle quattro del pomeriggio l’ascensore era ancora fermo – spiega la donna -. Questa mattina sono stata costretta a chiamare l’ambulanza per far scendere mio figlio. Ma adesso è sera e noi non possiamo rientrare a casa”. Intanto la data di fine lavori continua a cambiare: prima il 17 luglio, poi l’11 luglio.

Per chi ha la forza di salire le scale con le proprie gambe, un disagio che si prolunga di qualche giorno. Per chi invece non ha alternative è un dramma vero. E non solo per Alessandro: nello stesso stabile, infatti vivono diverse persone anziane che senza l’ascensore si trovano –di fatto- a essere bloccate in casa propria.

Aggiornamento

MM, in una nota inviata al quotidiano "La Repubblica", che si era occupato del caso precisa: "La ditta ci ha garantito il ripristino entro e non oltre il 12 luglio. Data a cui ci sentiamo di aggiungere un paio di giorni, per sicurezza".

 

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