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A cura di Ledha

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31/07/2017

La Scuola Svizzera di Milano e quel regolamento "choc"

Dure critiche da parte del sindaco Sala e del ministro dell'Istruzione Valeria Fedeli. E dal Ticino la precisazione: iniziativa privata dell'istituto, non una direttiva della Confederazione.

Essendo la Scuola Svizzera impegnativa e multilingue, non è ottimale per studenti affetti da disturbi dell’apprendimento, quali dislessia, discalculia, ADHS, Sindrome Asperger, autismo, e disturbi comportamentali”. L’istituto in questione è la Scuola Svizzera di Milano che –come ha denunciato sabato il quotidiano “La Repubblica”- ha emanato lo scorso maggio un regolamento che in questi giorni sta suscitando un’accesa polemica nel capoluogo lombardo ma non solo.

Al paragrafo 2.5 del regolamento, alla voce “Disturbi dell’apprendimento o comportamentali, handicap motori” si precisa che “in caso di disturbi di lieve entità, gli allievi vengono aiutati dagli insegnanti a progredire, ma devono comunque soddisfare i regolari criteri di promozione”. Inoltre l’istituto è su più livelli e privo di ascensore: “Non è altresì una Scuola adatta a studenti con gravi handicap motori”.

"La prima cosa che ci viene da dire - commenta Giovanni Merlo, direttore di LEDHA - è che siamo di fronte a una scuola triste e vecchia che probabilmente rifiuterebbe l'iscrizione di grandi come Albert Einstein e Alan Turing. Quella della Scuola Svizzera è un'idea che denota una qualità pedagogica molto bassa, in cui vale il principio che ci si educa e istruisce solo tra simili". Invece, ricorda ancora Merlo, "in Italia esiste una legge sulla inclusione scolastica che vieta le discriminazioni e dimostra che si cresce meglio tutti insieme, ognuno con le sue differenze. Dispiace che dopo tanti anni in Italia gli svizzeri non abbiano capito come interpretare questa norma ".

Intervistato da Repubblica, il presidente della Scuola Svizzera (istituto privato non parificato) ha risposto alle accuse di discriminazione: “Non volevamo essere discriminatori, né escludere nessuno. Volevamo semplicemente avvertire i genitori interessati che il percorso scolastico non è semplice, perché basato sull’insegnamento di più lingue”. Mentre, per quanto riguarda la questione dell’ascensore: “Magari nei prossimi mesi rifletteremo sulla possibilità di farlo mettere”, ha commentato il direttore dell’istituto, Francesco Maiello.

La notizia ha immediatamente acceso la polemica. “Tutto questo è inaccettabile –ha scritto il sindaco di Milano, Beppe Sala sul suo profilo Facebook-. È l’esatto contrario del modello inclusivo di scuola che è previsto in Italia. Questa non è la Milano che vogliamo”. Duro anche il commento del ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli, che nella giornata di sabato ha annunciato: “Stiamo facendo tutte le verifiche del caso e poi valuteremo se ci sono i margini per un’azione legale nei confronti della Scuola Svizzera di Milano”.

La vicenda della Scuola Svizzera di Milano sta facendo discutere anche oltreconfine. Dove l’ufficio federale della cultura, per bocca del portavoce Daniel Menna, ha precisato al radiogiornale che si tratta di “un’iniziativa dell’istituto e non di una direttiva della Confederazione (…). La Svizzera è contraria a ogni tipo di discriminazione, un principio che non vale in modo particolare nell’insegnamento. La legge dice che bisogna promuovere l’integrazione e provvedere affinché tutti i fanciulli possano beneficiare di una scolarizzazione adeguata”, spiega Menna, “e questo vale anche all'estero nelle scuole che sosteniamo”. 

 

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