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Persone con disabilitą

A cura di Ledha

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22/09/2017

Diritto allo studio, una nuova sentenza dal Tar di Brescia

Il Comune aveva assicurato solo cinque ore di assistenza educativa, per il nuovo anno scolastico. I giudici hanno obbligato l'ente locale ad assicurare al minore un numero di ore adeguato.

Ancora una volta, per vedere garantito il diritto di un ragazzo con grave disabilità a frequentare le lezioni, una coppia di genitori ha dovuto far ricorso all’aula di un tribunale. È successo in provincia di Brescia dove, all’inizio dell’anno scolastico, il Comune di Lonato del Garda aveva garantito a un giovane studente con grave disabilità solo cinque ore di assistenza educativa (il minimo previsto dalla nuova delibera di Regione Lombardia) a fronte delle 19 ore settimanali indicate nel PEI.

I giudici hanno accolto il ricorso e condannato il Comune di Lonato del Garda, ordinando di assicurare “con decorrenza immediata e con assunzione di relativi oneri un assistente alla persona in favore del minore, quanto meno per il numero di ore settimanali (15) indicate dall’Istituto scolastico frequentato dal minore”. La delibera regionale (DGR X /6832), infatti, prevede la possibilità di aumentare le ore di sostegno, “in base al livello di disabilità dello studente o alla particolare situazione di bisogno”, si legge nel testo dei giudici.

Per LEDHA, che negli ultimi anni ha lanciato la campagna “Vogliamo andare a scuola!” per garantire il diritto all’inclusione scolastica degli alunni e studenti con disabilità in Lombardia, si tratta di una sentenza importante. “Questo pronunciamento dei giudici sancisce ancora una volta il principio secondo cui i diritti dei bambini e dei ragazzi non devono dipendere dalla disponibilità immediata di risorse -commenta Giovanni Merlo, direttore di LEDHA-. I comuni devono garantire i servizi di assistenza allo studio in tempi brevi e certi. La gestione delle risorse economiche e gli eventuali rimborsi da parte della Regione sono problematiche che devono essere gestite nell’ambito delle relazioni tra enti locali”.

“Purtroppo stanno giungendo diverse segnalazioni relative a situazioni simili -spiega l'avvocato Gaetano De Luca, del Centro Antidiscriminazione Franco Bomprezzi-. Gli Enti Locali hanno il dovere di fornire le ore di supporto ritenute necessarie. Nel caso non lo facciano rischiano anche una condanna al risarcimento dei danni da parte dei Tribunali”.

 

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