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Persone con disabilitą

A cura di Ledha

Archivio notizie

13/06/2018

ISEE ordinario per i servizi diurni. Le famiglie contestano il Comune di Milano

Dura presa di posizione della neo-presidente dell'Assemblea del Coordinamento Famiglie CSE SFA e Cad: "Ai servizi diurni si applichi l'ISEE socio-sanitario. Se necessario ricorreremo al Tar"

Il 7 giugno scorso, l’Assemblea del Coordinamento Famiglie CSE SFA e Cad ha eletto presidente Marianna Mastronicola che affronta subito il tema della compartecipazione al costo dei servizi. “Se da un lato il Comune ha finalmente iniziato ad affrontare il tema della compartecipazione al costo del servizio diurno parlando di retta e non più di contribuzione al pasto, dall'altra ci preoccupa l'orientamento del Comune di voler applicare ISEE sociosanitario solo ai Centri Diurni Disabili, mentre per i restanti servizi intenderebbe applicare l'ISEE ordinario. Siamo fermamente contrari a questo orientamento perché ai servizi diurni deve essere applicato l'ISEE socio sanitario".

Nel caso in cui dovesse esserci una delibera in tal senso, Ledha Milano annuncia l'intenzione di ricorrere davanti al TAR così come ha già fatto ANFFAS Regionale nei confronti del Comune di Trezzo sull'Adda. Quest'ultimo ricorso era stato accolto e aveva portato all'annullamento della delibera comunale. "Non siamo soliti a prendere posizioni così nette e abbiamo atteso anni nella speranza che il lavoro svolto da Ledha Milano nel tavolo permanente potesse dare i suoi frutti -aggiunge Marianna Mastronicola-. Invece assistiamo ad un fitto scambio e confronto tra assessorato e la rappresentanza di una sola tipologia di diurnato (CDD) mentre i familiari di chi frequenta gli altri servizi (CSE SFA e Cad) non trovano ascolto"

"Il 9 maggio - precisa Roberto Morali Direttore di Ledha Milano -  su richiesta del coordinamento genitori CSE SFA e Cad,  abbiamo chiesto all'assessore un incontro; siamo al 13 giugno e non abbiamo ancora ricevuto un riscontro concreto. È apprezzabile che l'assessore e il suo staff incontrino le rappresentanze dei CDD tutte le volte che sia ritenuto necessario, così come lo è il fatto che l'assessore Pierfrancesco Majorino, il Direttore Area Domiciliarità e Cultura della Salute Maistri insieme al suo staff, abbiano trovato il tempo di presenziare ieri all'assemblea dei CDD. Resta però per noi inspiegabile il fatto che l'assessore e il suo staff non abbia trovato il tempo per sfogliare un'agenda e fissare un incontro con i rappresentanti di CSE SFA e CAD.  Ledha Milano non ha mai adottato la politica dei decibel in cui chi urla di più trova ascolto ma in questa situazione il dubbio che l'Assessore segua questa linea è legittimo che sorga”

“La filiera dei servizi diurni è composta da Centro Diurno Disabili (CDD) Centri Socio Educativi (CSE), Servizi di Formazione all'Autonomia (SFA) e dai Centri Aggregazione Disabili (CAD) Questo sistema -prosegue Mastronicola- è arrivato al limite, infatti vi sono liste di attesa per poter accedere e spesso le famiglie sono costrette ad entrare in questi servizi come privati solventi. Il lavoro svolto insieme agli enti gestori per cercare di dare risposte ai bisogni delle persone è stato  intenso e nel 2015 abbiamo proposto al Comune un progetto sperimentale per dare risposte a coloro che restano ai margini dei sevizi diurni. Solo nel 2018, ben tre anni dopo, si è riusciti ad attivare questo progetto ma solo fino a giugno. Tra 15 giorni il progetto chiude perché non finanziato, a oggi dall'Assessorato, nonostante sollecitazioni, non ci sono rassicurazioni e i ragazzi coinvolti si troveranno nuovamente esclusi. È per noi inaccettabile perché se in base al progetto di vita della persona con disabilità la frequenza delle persona con disabilità ai servizi diurni è un bisogno questo deve essere configurato come un diritto e non come un privilegio”.

 

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