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A cura di Ledha

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01/08/2017

La Scuola Svizzera cancella il regolamento discriminatorio

Su sollecitazione delle autoritÓ elvetiche, il direttore dell'istituto con sede a Milano ha accettato di riscrivere il passaggio del regolamento che sconsigliava l'iscrizione agli alunni con disturbi dell'apprendimento.

A seguito delle polemiche scoppiate in questi ultimi giorni, la Scuola Svizzera di Milano cambia il regolamento. Su sollecitazione dell’Ufficio federale della cultura (UFC), da cui dipendono le scuole svizzere al di fuori dalla confederazione, il direttore dell’istituto milanese Luca Corabi De Marchi ha accettato di riscrivere il regolamento che in questi giorni ha fatto tanto discutere. Verrà quindi cancellato il passaggio in cui si leggeva che la scuola – impegnativa e multilingue – “non è ottimale per studenti affetti da disturbi dell'apprendimento, quali: dislessia, discalculia, Adhs, sindrome di Asperger, autismo e disturbi comportamentali”.

Abbiamo spiegato che questo punto va troppo in là”, ha detto Daniel Menna, portavoce dell'UFC in un’intervista pubblicata dalla Radio Svizzera. Il canton Ticino, che assieme ai Grigioni fornisce assistenza didattica all'istituto, ha accolto la notizia con soddisfazione. “L'inclusione dei bambini che hanno bisogni specifici deve essere garantita”, ha affermato Emanuele Berger, direttore della divisione della scuola e coordinatore del Dipartimento dell'educazione del canton Ticino. La scuola, fondata nel 1919, ospita oltre 350 tra allievi e studenti. Il 35% è svizzero, mentre il resto è composto da altre nazionalità, soprattutto, italiani. È privata, ma riceve 1,44 milioni di franchi all'anno dalla Confederazione.

Secondo quanto riporta il quotidiano “La Repubblica” la norma incriminata ha sollevato le proteste anche da parte di molti genitori che mandano i propri figli nella scuola di via Appiani e che hanno scritto al quotidiano milanese “raccontando la propria delusione e annunciando di essere pronti a ritirare i propri figli dall’Istituto”. Resta però ancora aperta la questione dell’ascensore. “Magari chiederemo all’architetto Mario Botta di progettarlo”, dice il direttore Luca Corabi De Marchi. L' archistar svizzera si era detta infatti perplessa per il fatto che la scuola non fosse ancora dotata dell' ascensore.

 

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