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Persone con disabilitÓ

A cura di Ledha

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14/07/2014

Quel numero che non c'Ŕ

Di Luisella Bosisio Fazzi

Sappiamo che guerre ed emergenze umanitarie sono causa di disabilitÓ. Per questo serve un grande sforzo per intercettare i minori con disabilitÓ che sbarcano sulle nostre coste.

Per chi come LEDHA Ŕ abituata ad occuparsi di disabilitÓ Ŕ difficile ragionare se Ŕ importante distinguere tra minori e minori con disabilitÓ all'interno del fenomeno dei minori e dei minori non accompagnati (MSNA) sbarcati sulle coste meridionali del nostro Paese.
Per chi come noi Ŕ abituato a indagare e identificare, per poter porre rimedio, le violazioni dei diritti umani che subiscono le persone con disabilitÓ sa benissimo che i conflitti e le emergenze umanitarie sono causa di disabilitÓ.
Questi eventi accompagnati dai trasferimenti di massa, dai viaggi pericolosi, dalle violenze subite ed assistite, la fame e la sete, la morte dei familiari o dei compagni di viaggio provocano sofferenze indicibili lasciando strascichi nel corpo e soprattutto nella mente. Sofferenze e traumi che se abbattono quegli adulti che hanno scelto di fuggire distruggono quei bambini e bambine, quei ragazzi e ragazze che si trovano soli in questo mare disperato di umanitÓ fuggitiva.

I numeri evidenziati dalle Associazioni che si occupano di promuovere i diritti dei minori sbarcati, riportati nell'appello congiunto del 27 giugno scorso, parlano di 6mila minori non accompagnati nel primo semestre 2014. Un'isola compatta di soggetti deboli preda facile di traffici illegali, nella prostituzione, nella devianza o nel reclutamento da parte di criminalitÓ organizzata.

E' importante conoscere e distinguere, nel numero complessivo del fenomeno, la presenza di minori con disabilitÓ? Sý, Ŕ importante anche se Ŕ difficile, se non impossibile, affrontare l'emergenza dell'accoglienza e dell'assistenza di base senza risorse umane, senza risorse economiche e soprattutto senza la corretta attenzione giuridica alla posizione di questi minori.

L'Organizzazione Mondiale per la SanitÓ dichiara che le persone con disabilitÓ sono il 10% della popolazione mondiale. Rimanendo positivi restiamo nell'ambito nazionale ed usiamo come paragone il dato ISTAT (ahimŔ 2004, l'unico disponibile) che indica come disabile il 4.8% della popolazione italiana. Da questa percentuale ricaviamo un dato impressionante perchÚ significa che nel solo primo semestre 2014 sono 288 i minori non accompagnati che dovrebbero presentare una qualsiasi disabilitÓ. Se applichiamo la percentuale al dato 2013 (5200 i MNA) erano 250 i minori non accompagnati che dovrebbero presentare una qualsiasi disabilitÓ. E ci fermiamo qua.

Chi sono questi minori? Hanno una disabilitÓ intellettiva? Che livello di disabilitÓ intellettiva? Hanno una disabilitÓ fisica? Hanno una disabilitÓ fisica accompagnata da una disabilitÓ intellettiva? Ci sono minori con disabilitÓ sensoriale? Cosa ha causato la loro disabilitÓ fisica e/o intellettiva e/o sensoriale?
Forse patologie di natura genetica, psichiche, neuromotorie, ambienti di vita sfavorevole?
Le cause non genetiche possono essere avvenute prima della nascita, durante il parto oppure per patologie sopravvenute dopo il parto. Parti avvenuti da madri a loro volta vittime di questi conflitti ed esodi biblici, in condizioni di estremo disagio esposte a malattie infettive, scarsa se non nulla igiene, cattiva alimentazione. Nascite con stress fetali, anossie o asfissie; neonati e bambini molto piccoli esposti a malattie ed infezioni gravi (meningiti, encefaliti) assenza o carenza di cure materne, lesioni cerebrali traumatiche esterne (cadute o schiacciamenti durante la navigazione).

Sono presenti tra i minori stranieri non accompagnati e chi sono i minori con disabilitÓ intellettiva? Le evidenze scientifiche associano frequentemente alla disabilitÓ intellettiva malattie psichiatriche la cui incidenza Ŕ superiore di tre-quattro volte rispetto al resto della popolazione.

Nella pregevole Guida Psicosociale per Operatori impegnati nell'accoglienza dei minori non accompagnati, redatta da Terres des Hommes per il "Progetto FARO" sono citati come disturbi psichici pi¨ frequenti le psicosi, la depressione, i disturbi della condotta, i disturbi d'ansia, i disturbi affettivi, il disturbo da deficit di attenzione e iperattivitÓ. Gli stessi disturbi che affliggono la popolazione con disabilitÓ intellettiva e che sovrapponendosi al ritardo mentale rendono questi soggetti persone con alta vulnerabilitÓ psichiatrica.

E' necessario quindi un sforzo, seppur titanico, nell'intercettare quei minori non accompagnati che potrebbero presentare queste caratteristiche con l'obiettivo di offrire loro un progetto individuale basato sui bisogni personali fornendo i sostegni necessari al superamento degli ostacoli determinati dalla condizione di disabilitÓ. Personalmente sono del parere che le nostre Associazioni possono e debbono mettere in campo la loro esperienza sulla e nella disabilitÓ nelle procedure dell'accoglienza aiutando con la loro competenza specifica chi si sta giÓ prodigando nella difesa di questi minori.

L'Italia Ŕ famosa per l'assenza di dati sui fenomeni sociali. E' possibile pensare che un Paese, il nostro, che non conosce il numero dei suoi bambini con disabilitÓ nella fascia di etÓ 0-6 anni possa porsi le stesse domande che stiamo facendo ora? Se Mao Tse-tung, che se ne intendeva, diceva: "Grande Ŕ la confusione sotto il cielo, perci˛ la situazione Ŕ favorevole". Per chi Ŕ favorevole? A chi si riferiva?
Non alle persone, minori o adulti, che fuggono. Non a chi vuole operare con competenza e professionalitÓ. Sia chi vuole rimpallare le responsabilitÓ. Sia chi si mette in caccia di questi soggetti per i propri loschi traffici: tratta e sfruttamento ed abuso sessuale delle minorenni, prostituzione minorile maschile e femminile, pedo pornografia, maltrattamenti, abusi e accattonaggio.
E se Ŕ difficile per un minore non disabile sfuggire a questi pericoli come potrÓ un bambino o una bambina, un ragazzo o una ragazza che presenta una disabilitÓ, soprattutto intellettiva, non cadere preda? Se Ŕ difficile per un minore non disabile esprimere la propria sofferenza, la paura, il dolore, la solitudine come potrÓ non esserlo per un minore con disabilitÓ?

 

 

 

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