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Persone con disabilità

A cura di Ledha

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L'opinione

"Con grande rammarico"

di Ilaria Sesana

Le trostbriefe, le lettere inviate alle famiglie delle persone con disabilità uccise dal nazismo, servivano a nascondere l’omicidio, scoraggiare domande e rendere accettabile l’eliminazione di vite giudicate “indegne”

Con grande rammarico dobbiamo comunicarLe che il paziente è deceduto improvvisamente il 24 marzo 1941 a causa di una grave meningite acuta. Poiché Suo marito soffriva di una grave e incurabile malattia mentale è necessario considerare la sua morte come una liberazione”.

Con queste parole l’Istituto regionale di cura e assistenza Hadmar, (in realtà  uno dei sei siti per il programma di eutanasia Aktion T-4 dove si stima siano state uccise 200mila pesone), ha comunicato alla signora Mathilde U. la morte del marito Ernst avvenuta il 24 marzo 1941. 

Lettere simili vennero mandate dagli istituti sanitari di tutta la Germania nazista a decine di migliaia di famiglie. Venne anche coniato un termine per indicarle: trostbriefe. Un termine ipocrita che fonde in un’unica parola il termine briefe (lettere) a trost (consolazione). 

Perché la consolazione è solo un burocratico tentativo ... Continua la lettura

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Tratto da: [1 Febbraio 2026]