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Persone con disabilità

A cura di Ledha

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20/05/2021

LEDHA presenta un ricorso in tribunale per l’accessibilità dell’Arengario

La struttura è inaccessibile alle persone con disabilità motoria, ma il Comune ha continuato a utilizzarla per allestire mostre di rilievo nazionale e internazionale. Manfredi (presidente LEDHA): “Siamo stati costretti a rivolgerci ai giudici”

LEDHA-Lega per i diritti delle persone con disabilità ha depositato un ricorso contro il Comune di Monza in relazione all’accessibilità dell’Arengario -luogo di grande prestigio ma inaccessibile alle persone con disabilità, tuttavia scelto dal Comune per ospitare mostre di richiamo nazionale e internazionale- per chiedere ai giudici di accertare la condotta discriminatoria dell’amministrazione ai danni delle persone con disabilità. 

Arriva così a un punto di svolta la vicenda dell’Arengario di Monza. Nonostante le molte lettere di diffida e le contestazioni inviate al Comune di Monza, e nonostante i tentativi di interlocuzione avviati nel corso degli ultimi 18 mesi da parte di LEDHA e Ledha Monza e Brianza, da parte dell’amministrazione locale non c’è stato nessun intervento per cessare la condotta discriminatoria denunciata dalle associazioni.

“Nella sua attività a tutela dei diritti delle persone con disabilità, LEDHA compie sempre il massimo sforzo per raggiungere una mediazione con i propri interlocutori -commenta Alessandro Manfredi, presidente di LEDHA-. Purtroppo, in questo caso tutti i nostri tentativi di apertura e le nostre sollecitazioni al Comune di Monza sono caduti nel vuoto. E siamo quindi stati costretti a ricorrere al tribunale”.

Per LEDHA, la decisione di allestire la mostra in uno spazio non accessibile alle persone con disabilità motoria concretizza una discriminazione collettiva, vietata dal nostro ordinamento giuridico, e in particolare dalla legge 67/2006 e dalla Convenzione Onu. Inoltre, come più volte ricordato l’accessibilità ai luoghi della cultura non è un elemento “opzionale”. Ancora la Convenzione Onu -articolo 30- impegna gli Statti parti a riconoscere “il diritto delle persone con disabilità a prendere parte su base di uguaglianza alla vita culturale” e ad adottare tutte le misure adeguate a garantire che le persone con disabilità “abbiano accesso a luoghi di attività culturali, come teatri, musei, cinema, biblioteche e servizi turistici”. 

“Per noi la decisione di rimetterci alla decisione di un giudice rappresenta l’estrema ratio. Nel corso di questi quasi due anni abbiamo sempre cercato di dialogare con il Comune di Monza: purtroppo non abbiamo mai trovato ascolto da parte di questa amministrazione”, conclude Alessandro Manfredi.

"Premesso che gli spazi espositivi adeguati a Monza non mancano, la risposta del Comune dimostra poca attenzione nei confronti delle persone con disabilità motoria: escluderli dalla vita attiva, culturale e di relazioni determina una emarginazione sociale inaccettabile, condizionando la loro piena inclusione sociale nella vita  della città. Proprio quello che la legge, in vigore ormai da oltre 15 anni, vuole evitare -conclude Giorgio Fumagalli, presidente di Ledha Monza e Brianza-. Ed è per questo motivo che, sebbene con grande rammarico, abbiamo sottoposto la questione al giudice competente".

La ricostruzione della vicenda

La vicenda ha avuto inizio ad agosto 2019, quando il Comune di Monza ha affidato in concessione a una società privata (Vidi srl) l’attività di valorizzazione dell’Arengario tramite l’organizzazione di sei mostre di “rilievo nazionale e internazionale” nel periodo compreso tra settembre 2019 e marzo 2021. Le prime due mostre (“Lego CityBooming” e la rassegna dedicata al celebre fotografo Steve McCurry) hanno fatto registrare un enorme successo di pubblico. Già nel mese di gennaio 2020 i rappresentanti di Ledha Monza e Brianza hanno denunciato questa situazione di discriminazione ai danni delle persone con disabilità motoria. Un mese dopo, il Centro Antidiscriminazione Franco Bomprezzi ha inviato una prima lettera di diffida al Comune evidenziando come la scelta di organizzare una mostra in uno spazio non accessibile configuri “una discriminazione collettiva, vietata dal nostro ordinamento giuridico” e chiedendo di organizzare la mostra di Steve McCurry in uno spazio accessibile a tutti.

Il Comune non ha dato seguito a questa richiesta, ma nell’estate 2020 (anche in considerazione della chiusura delle mostre a seguito dell’emergenza Covid) ha partecipato a un incontro con i legali di LEDHA e i tecnici del Centro regionale per l’accessibilità e il benessere ambientale (CRABA) con l’obiettivo di individuare una soluzione per rendere accessibile l’Arengario. Le speranze delle associazioni sono però state disattese quando, a ottobre 2020, è stata inaugurata una nuova mostra fotografica (“Alfred Hitchcock nei film della Universal Pictures”).

Solo nel corso del 2020, LEDHA ha segnalato per ben quattro volte al Comune di Monza, “la violazione delle norme sull’accessibilità  e la gravissima discriminazione nei confronti delle persone con disabilità”. Con l’arrivo del 2021, la questione non ha trovato una soluzione. Sebbene il Comune di Monza abbia annunciato la decisione di trasferire le mostre organizzate da “Vidi srl” all’interno di uno spazio accessibile (il Serrone di Villa Reale), l’Arengario è stato comunque utilizzato per allestire la rassegna artistica “Monza in acquarello”. All’ennesima lettera di diffida, il Comune ha risposto evidenziando come Monza “non può prescindere dall’utilizzo dell’Arengario, sia per la sua posizione centrale sia per la numerosità delle opere esposte, che necessitano di tutti gli spazi espositivi disponibili”.
 

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