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Persone con disabilitą

A cura di Ledha

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25/11/2021

Violenza contro le donne: anche FISH in piazza

"Essere donna e con disabilitą determina due dinamiche di esclusione, provocando un effetto moltiplicatore sulle disuguaglianze". La federazione sarą in piazza sabato 27 novembre a Roma

“Essere donna e con disabilità determina due dinamiche di esclusione, provocando un effetto moltiplicatore sulle disuguaglianze, rendendo la donna con disabilità più discriminata delle altre”. È la denuncia di FISH – Federazione italiana superamento handicap in occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne istituita dalle Nazioni e che si celebra oggi, giovedì 25 novembre. “La donna che ha una disabilità condivide con le altre donne la mancanza di pari opportunità nella scuola, nel lavoro, nella società, e deve confrontarsi anche con tante altre barriere che ne limitano la sua partecipazione alla vita sociale e il godimento dei propri diritti e libertà fondamentali”, commenta la vice-presidente FISH Silvia Cutrera.

Sabato 27 novembre le donne con disabilità saranno in piazza a Roma per partecipare alla manifestazione promossa dall’associazione “Non una di meno” che da anni e quotidianamente si impegna a sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema della violenza contro le donne. “Andremo in piazza con le nostre rivendicazioni, denunciando quell’effetto moltiplicatore che per le donne con disabilità si traduce in minori opportunità di studio, lavoro, salute, accesso alla giustizia, e di maggiore esposizione in termini di abuso e violenza sul proprio corpo e sui singoli aspetti legati alla sfera sessuale e riproduttiva”, sottolinea Cutrera.

“Secondo quanto è emerso dall’ultima ricerca condotta dalla Federazione alla fine dello scorso anno sul tema delle violenze nei confronti delle donne con disabilità, circa il 63% del campione delle donne con disabilità intervistate ha dichiarato di aver subito nel corso della propria vita almeno un abuso -aggiunge Vincenzo Falabella, presidente FISH-. Si va dalla violenza psicologica, riscontrata nella metà dei casi, a quella sessuale, che ha coinvolto circa una persona disabile su tre, tra quelle intervistate. In tantissimi altri casi, poi, sono stati riscontrati atti di violenza fisica ed economica”.

“Il nostro compito, quotidianamente, come FISH, non solo in ricorrenze come il 25 novembre, rimane quello di stimolare e informare, raccogliendo e diffondendo quei dati che promuovano la consapevolezza rispetto alle discriminazioni, per far sì che vengano adottate politiche e strategie adeguate, in linea con gli atti internazionali come la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità”, conclude Falabella che richiama all’importanza di “leggi, norme, risorse, strategie politiche, oltre che sanzioni giuste ed adeguate, per combattere abusi, discriminazioni, violenze, contro tutte le donne e, per ciò che riguarda la nostra mission, verso tutte quelle che hanno una disabilità”.

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