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A cura di Ledha

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15/05/2026

Demenza, dieci anni di Comunitą amiche: oltre 70 territori in Italia diventano pił inclusivi

La Federazione Alzheimer Italia celebra il decennale del progetto: migliaia di persone coinvolte, centinaia di iniziative e un modello che punta a ridurre stigma e isolamento. Se ne parla il 22 maggio a Bari

Sono passati dieci anni dalla nascita in Italia delle Comunità amiche delle persone con demenza, un progetto che ha trasformato oltre 70 territori in 36 province e 13 regioni in luoghi più attenti, consapevoli e inclusivi per chi convive con questa condizione.

A oggi, il programma Dementia Friendly Community della Federazione Alzheimer Italia ha coinvolto circa 10mila persone con demenza e caregiver, formato 7.700 cittadini e attivato oltre 700 volontari. Numeri che raccontano un cambiamento culturale oltre che organizzativo: quello di comunità che scelgono di adattarsi alle persone, e non il contrario.

Per celebrare il decennale, la Federazione Alzheimer Italia organizza insieme ad Alzheimer Bari ODV il convegno “Dieci anni di Dementia Friendly Community. Dalla costruzione alla responsabilità collettiva”, in programma il 22 maggio a Bari, presso il Teatro Kursaal Santalucia. L’evento è aperto a persone con demenza, familiari, caregiver, professionisti, volontari e cittadini, con ingresso gratuito su registrazione.

Avviate nel 2016 con il progetto pilota di Abbiategrasso (Milano), le Comunità amiche nascono con un obiettivo preciso: permettere alle persone con demenza di continuare a vivere la propria quotidianità, partecipando alla vita sociale del territorio in modo rispettoso e inclusivo.

Non si tratta solo di servizi, ma di relazioni e consapevolezza diffusa. Le attività delle Comunità hanno infatti coinvolto ambiti molto diversi: spazi culturali e ricreativi, scuole e università, servizi pubblici, attività commerciali, trasporti e persino servizi finanziari. In molti casi, le iniziative hanno anche permesso il coinvolgimento diretto delle persone con demenza nella progettazione delle attività che le riguardano.

“Quando i cittadini imparano ad ascoltare e a riconoscere i bisogni, la demenza smette di essere un’esperienza di solitudine e diventa una responsabilità condivisa”, sottolinea Katia Pinto, presidente della Federazione Alzheimer Italia.

Secondo la Federazione, in questi dieci anni il modello ha prodotto risultati concreti: maggiore comprensione dei bisogni, più opportunità di partecipazione sociale, rafforzamento delle competenze di operatori e servizi e una collaborazione più stretta tra comunità e istituzioni. “I dati ci confermano la validità del percorso e ci spingono a continuare”, afferma Simona Mascellaro, referente nazionale del progetto, ricordando come il lavoro delle Comunità parta dall’ascolto e accompagni i territori nel tempo, dalla formazione alla costruzione di reti locali.

Il convegno di Bari sarà anche l’occasione per raccontare alcune esperienze significative maturate in questi anni e per riflettere sulle prospettive future di un modello che, in dieci anni, è diventato una delle principali esperienze italiane di inclusione delle persone con demenza.

La partecipazione al convegno di Bari è gratuita previa registrazione

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