La visita non si sposta. Arriva
AISLA e Centri Clinici NeMO lanciano “Ovunque Vicini”: da oggi scaricabile gratuitamente ISA, la piattaforma che porta la specialistica SLA a casa. Fontana: "Nessuna eccellenza clinica è davvero tale se resta lontana dalla vita delle persone"
Non solo un’app. Non solo una televisita. Ma un nuovo modo di prendersi cura di chi vive con la sla. È stato presentato martedì 19 maggio a Milano “Ovunque Vicini. Assistenza specialistica per le persone con SLA”, il nuovo modello promosso da AISLA (Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica) in partenariato con Fondazione Serena - Centri Clinici NeMO. Un progetto che nasce da una convinzione semplice quanto radicale: la qualità della cura non può dipendere dal luogo in cui si nasce. L’obiettivo è costruire una infrastruttura nazionale di prossimità specialistica, capace di portare competenze cliniche, supporto sociale e continuità assistenziale direttamente nella vita quotidiana delle persone con SLA e delle loro famiglie, riducendo frammentazione e diseguaglianze territoriali.
Ad aprire il senso dell’iniziativa è stata Fulvia Massimelli, presidente nazionale AISLA: “AISLA nasce dalla prossimità. Ma davanti alla complessità della SLA, esserci non basta più. Serve continuità. Serve capacità di collegare competenze diverse. Serve ridurre le distanze.”
“Ovunque Vicini” nasce da un percorso ideato e maturato da Alberto Fontana, ideatore dei Centri Clinici NeMO, e Grazia Micarelli, direttore generale AISLA e responsabile del progetto, a partire da una domanda molto concreta: come garantire continuità specialistica quando la malattia accelera e il sistema rischia di frammentarsi?
“Nessuna eccellenza clinica è davvero eccellenza se resta lontana dalla vita delle persone -ha spiegato Fontana-. ‘Ovunque Vicini’ nasce dalla stessa intuizione che ha dato origine a NeMO: fare in modo che la qualità della cura non dipenda dal luogo in cui si vive, ma dalla capacità del sistema di restare vicino alle persone, nel tempo”.
Per Micarelli, la sfida oggi “non è soltanto innovare”. Ma è dimostrare che l’innovazione migliora concretamente la vita delle persone con disabilità: “Più tempestività, più continuità, meno frammentazione e meno solitudine per le famiglie. Perché una buona idea conta davvero solo quando cambia la vita delle persone”.
Alessandro Padovani, neurologo e direttore della Clinica Neurologica dell’Università degli Studi di Brescia, ha descritto il passaggio da una medicina centrata sull’episodio acuto a una medicina della continuità e delle complessità: “La SLA ci obbliga a confrontarci con quasi tutte le grandi sfide della medicina contemporanea: multidisciplinarietà, continuità assistenziale, domiciliarità, supporto ai caregiver e integrazione tra clinica e sociale. La prossimità oggi non è una semplificazione della medicina. È la sua evoluzione necessaria”.
Al centro della giornata la dimostrazione concreta di ISA, la piattaforma digitale che rende operativo il modello “Ovunque Vicini”. Da oggi ISA è scaricabile gratuitamente su App Store e Google Play, consentendo alle persone con SLA e ai caregiver di attivare richieste di supporto specialistico, accedere a televisite con i professionisti dei Centri Clinici NeMO, ricevere orientamento sociale attraverso AISLA e beneficiare di una presa in carico più tempestiva e coordinata, con un primo contatto entro quattro ore durante le 12 ore di operatività del servizio.
ISA è stata sviluppata con Advice Pharma Group, CRO biodigitale italiana nata nell’ecosistema del Politecnico di Milano e specializzata in ricerca clinica digitale e tecnologie medicali avanzate, rafforzando la solidità scientifica e tecnologica del progetto.
Il progetto entrerà ora nella sua prima sperimentazione territoriale in Calabria, Basilicata e Veneto, tre regioni pilota differenti per caratteristiche geografiche e organizzative. Perché la prossimità non è uno slogan. È un’organizzazione della cura. E quando migliora davvero la vita delle persone, può finalmente diventare sistema.
Il progetto “Ovunque vicini” è realizzato con il finanziamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ministro per le disabilità, a valere sul Fondo unico per l’inclusione delle persone con disabilità e con il contributo di Intesa Sanpaolo.


