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Persone con disabilitÓ

A cura di Ledha

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19/01/2021

Il Consiglio di Stato boccia il regolamento del Comune di Parma sul sostegno economico ai progetti di vita indipendente

In presenza di ISEE pari a zero appare illegittima l'imposizione di una contribuzione, anche minima, a carico del richiedente. Una sentenza importante che stabilisce anche per chi vive in Lombardia.

Con una sentenza pubblicata il 10 dicembre scorso, il Consiglio di Stato ha annullato un regolamento adottato dal Comune di Parma (n. 72 del 30 luglio 2018) che disciplina le modalità di sostegno economico ai progetti di vita a favore delle persone con disabilità. Il Consiglio di Stato ha così accolto il ricorso presentato dall’associazione “Prima gli ultimi” che era stato in un primo momento giudicato inammissibile dal TAR di Parma, che ha ritenuto carente il requisito di rappresentatività dell’associazione. 

Oggetto del ricorso dell’associazione è il regolamento adottato dal Comune di Parma che prevede, ai fini della compartecipazione al costo del servizio per le persone con disabilità, oltre ai criteri stabiliti dall’ISEE, un’ulteriore contribuzione alle famiglie.

“Si tratta di una decisione importante in quanto il Consiglio di Stato ha riconosciuto la legittimazione ad agire giudizialmente anche a una associazione costituita da poco tempo, laddove  venga  richiesto l'annullamento di un regolamento comunale che si ponga in chiaro contrasto con la normativa nazionale”, commenta l’avvocato Gaetano De Luca. “Il giudice amministrativo d'appello ha infatti ritenuto irrilevante la dimensione o la storicità dell'associazione, riconoscendo come prioritario il reale interesse ad agire in relazione ad una situazione di possibile pregiudizio per i diritti fondamentali di un numero indefinito di persone con disabilità. Nel caso di specie l'interesse ad agire dell'associazione è stato individuato nel contrasto tra il regolamento comunale ed i principi giuridici generali in tema di compartecipazione al costo dei servizi socio-sanitari".

La portata della decisione del Consiglio di Stato non può essere limitata alla disciplina regionale emiliana, puntualizza l’avvocato Francesco Trebeschi, che ha seguito la vicenda. “La sentenza del Consiglio di Stato afferma inequivocabilmente che l’ISEE rappresenta ‘livello essenziale delle prestazioni’ con la con la conseguenza che le leggi regionali e i regolamenti comunali devono considerare vincolanti le sue prescrizioni -spiega-. Con specifico riferimento alla situazione lombarda, invero, la sentenza dà continuità all'orientamento già espresso dal Consiglio di Stato con le sentenze 13.11.2018 n. 6371 e 27.11.2018 n. 6708,  che avevano annullato due regolamenti di ambito lombardi che prevedevano una contribuzione al costo dei servizi diurni in misura fissa, anche a fronte di ISEE nulli o molto bassi, sulla base di un'illegittima aggressione dei trattamenti assistenziali esenti IRPEF, come pensione di invalidità e indennità di accompagnamento”.

Per l’avvocato Trebeschi quest’ultima decisione del Consiglio di Stato è particolarmente chiara nel precisare che “in presenza di ISEE pari a zero, appare illegittima l’imposizione di una contribuzione, ancorché minima, a carico del richiedente, ma chiarisce che tale principio non può essere aggirato tramite un utilizzo strumentale del Budget di progetto o del Progetto Individuale, strumenti finalizzati ad una piena presa in carico nei quali non possono confluire risorse diverse da quelle previste dalla legge”.

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