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Persone con disabilitā

A cura di Ledha

Archivio notizie

02/06/2021

Le Amministrazioni pubbliche usino la locuzione "persone con disabilitā"

C'č tempo fino al 15 giugno per aderire alla raccolta firme promossa da Andrea Canevaro, Salvatore Nocera e Agostino Squeglia. Per l'uso di un linguaggio rispettoso e inclusivo anche nella PA

“Io non ci sto. Non sono e non sarò mai ‘diversamente abile’”.

Tra le molte battaglie combattute da Franco Bomprezzi, quella per promuovere un uso corretto delle parole che descrivono il mondo della disabilità è stata probabilmente una delle più sentite. Franco Bomprezzi non amava l’uso della locuzione “diversamente abili” e ha sempre insistito sul fatto che la definizione corretta fosse “persone con disabilità”. La formula usata dalla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, usata dalle associazioni e dalle stesse persone con disabilità. “Io ci provo a spiegare che la parola giusta è 'persona con disabilità' -scriveva Franco Bomprezzi in un articolo pubblicato su Superando nel 2012- Ma niente, sono considerato un sofista, che guarda il dito e non vede la luna”

A quasi dieci anni di distanza da quell’appello di Franco Bomprezzi, alcune figure note per il loro impegno sui diritti delle persone con disabilità (Andrea Canevaro, Salvatore Nocera e Agostino Squeglia) hanno lanciato una petizione rivolta all'Osservatorio Nazionale sulla condizione delle persone con  disabilità per chiedere che in tutti gli atti della pubblica amministrazione venga utilizzato il termine “persone con disabilità”.

Ancora oggi, infatti, dal Nord al Sud dell’Italia in molti ambiti statali, regionali, comunali e locali si continuano a utilizzare all’interno di delibere, leggi, regolamenti, circolari e protocolli termini come “handicappato” e, più frequentemente, “diversamente abile”. I promotori di questa campagna di sensibilizzazione chiedono che la locuzione “persona con disabilità” venga usata, per il futuro “in tutti gli atti delle amministrazioni pubbliche, di cui all’articolo 1 del D.Lgs. 165/2001, in aderenza alla locuzione utilizzata nella normativa si ritiene che la locuzione “persona con disabilità” debba essere utilizzata, per il futuro, in tutti gli atti delle amministrazioni pubbliche di cui all’art.1 comma 2 del D.Lgs. 165/2001”.

Pertanto, conclude l’appello, qualora l’Osservatorio ritenesse di condividere le sopraesposte considerazioni, essendo l’alto consesso presieduto dal Presidente del Consiglio dei Ministri ovvero dal Ministro per le Disabilità, potrà esso stesso proporre di diramare una circolare, per il tramite del prefato Ministero o avvalendosi del Dipartimento della Funzione Pubblica, a tutte le precitate amministrazioni pubbliche, in cui si raccomanderà di utilizzare per il futuro esclusivamente, in tutti gli atti di propria competenza, la terminologia di “persona con disabilità” in conformità di quella utilizzata nella Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, ratificata con legge 3 marzo 2009, 18.

Anche la Federazione italiana per il superamento dell’handicap (FISH) ha aderito all’appello e ha inviato le proprie associazioni a diffonderlo e sostenerlo.

Per aderire alla campagna di raccolta firme è necessario inviare una mail, indicando nell’oggetto “Adesione alla proposta di utilizzare la locuzione ‘persona con disabilità in tutti gli atti delle Amministrazioni pubbliche di cui all’art. 1 comma 2 del D.Lgs. 165/2001”. Nel testo della mail è necessario indicare le proprie generalità: nome, cognome, codice fiscale e indirizzo di posta elettronica. Il termine ultimo per l’invio delle adesioni è il 15 giugno 2021. E in data 16 giugno la lettera verrà formalmente inviata al Coordinatore del Comitato tecnico scientifico dell’Osservatorio Nazionale sulla condizione delle persone con  disabilità con l'elenco di tutti i sottoscrittori sostenitori.

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