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A cura di Ledha

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24/06/2026

Demenza, caldo e servizi ridotti: i consigli della Federazione Alzheimer Italia per affrontare l'estate

I dieci consigli per affrontare i mesi estivi saranno al centro del webinar in programma il 2 luglio alle ore 18. Per partecipare č necessario registrarsi

Mentre il Nord Italia affronta la seconda ondata di calore dell'estate 2026, per migliaia di famiglie che convivono con la demenza il caldo rappresenta un fattore di stress aggiuntivo. Alle alte temperature si sommano infatti cambiamenti nelle routine, servizi ridotti e maggiori difficoltà nell'organizzazione della vita quotidiana. Per questo la Federazione Alzheimer Italia ha diffuso un decalogo di consigli pratici per aiutare persone con demenza e caregiver ad affrontare i mesi estivi in sicurezza e con maggiore serenità.

L'obiettivo è offrire strumenti semplici per preservare il benessere quotidiano, mantenere relazioni e routine significative e individuare occasioni di svago e partecipazione, sia in casa sia all'aperto, senza trascurare la sicurezza nelle giornate più calde.

Tra le indicazioni proposte dalla Federazione ci sono l'importanza di partire dagli interessi e dalla storia personale della persona con demenza, privilegiare attività familiari e riconoscibili, adattare le proposte alle capacità residue, prevedere pause frequenti e mantenere una routine il più possibile stabile, pur con la necessaria flessibilità richiesta dalla stagione estiva. Particolare attenzione viene dedicata anche alle uscite all'aperto: è consigliabile evitare le ore più calde della giornata, scegliere percorsi ombreggiati e avere sempre a disposizione acqua e punti di sosta.

I consigli saranno approfonditi nel webinar gratuito "Vivere l'estate insieme. Consigli pratici e attività da svolgere a casa e all'aperto", in programma il 2 luglio alle ore 18 sulla piattaforma Zoom. Durante l'incontro, Susanna De Biagi, terapista occupazionale della Federazione Alzheimer Italia, illustrerà attività e strategie adattabili a diverse esigenze, mentre Paola Ossola, vicepresidente di Progetto Rughe ODV e promotrice della Comunità Amica delle Persone con Demenza di Gavirate (Varese), presenterà esempi concreti di iniziative all'aperto e di partecipazione alla vita di comunità.

La partecipazione è gratuita previa registrazione. La registrazione del webinar sarà successivamente pubblicata sul canale YouTube e rilanciata sui profili social della Federazione Alzheimer Italia.

Per informazioni, supporto e consulenza, la Federazione Alzheimer Italia ricorda inoltre che è attivo il servizio gratuito Pronto Alzheimer, che offre orientamento e ascolto a familiari e caregiver grazie a un'équipe multidisciplinare composta da professionisti degli ambiti socioassistenziale, psicologico, previdenziale e legale.

Il decalogo di Federazione Alzheimer

  1. Partire dal vissuto della persona
    Prima di scegliere un’attività è utile chiedersi che cosa la persona ama fare, quali sono le sue abitudini, che luoghi frequentava prima della diagnosi, cosa può metterla in difficoltà. Le proposte più efficaci, infatti, sono quelle che hanno un legame con la sua storia, i suoi interessi e il suo modo di vivere a prescindere dalle sue capacità attuali.

  2. Scegliere esperienze familiari e riconoscibili
    Non servono attività complesse o “speciali”: spesso le più adatte sono quelle legate alla quotidianità: preparare una merenda, innaffiare le piante, ascoltare musica, sfogliare fotografie, riordinare piccoli oggetti, leggere il giornale, cucire o prendersi cura del proprio animale domestico.

  3. Adattarsi alle capacità attuali della persona
    La stessa attività può essere proposta in modi diversi a seconda del livello di autonomia della persona. È importante osservare che cosa riesce ancora a fare, quali passaggi richiedono aiuto e come semplificare l’esperienza senza togliere dignità e piacere alla partecipazione.

  4. Usare parole che invitano alla collaborazione
    Il modo in cui si propone qualcosa da svolgere insieme può fare la differenza. Frasi come “Mi dai una mano?”, “Lo facciamo insieme?”, “Mi farebbe piacere che mi insegnassi” possono essere più efficaci di indicazioni direttive o correzioni. L’obiettivo è coinvolgere, non mettere alla prova.

  5. Prevedere tempi brevi e pause frequenti
    In estate, e soprattutto nelle giornate più calde, è importante non sovraccaricare la persona. Le attività possono durare tra i 15 e i 60 minuti, sempre con la possibilità di interrompere, fare una pausa o cambiare. Meglio qualcosa di breve ma riuscito che una proposta troppo lunga e faticosa.

  6. Costruire una routine semplice e flessibile
    Avere alcuni momenti riconoscibili durante la giornata o la settimana può aiutare a mantenere orientamento e tranquillità. La routine deve però restare flessibile: numero e durata delle attività vanno adattati alla stanchezza, al caldo, all’umore e alle condizioni della giornata.

  7. Preparare in anticipo materiali facili da usare
    Può essere utile tenere pronte piccole “scatole” con il materiale necessario per alcuni svaghi che possono piacere alla persona con demenza: fotografie, gomitoli, riviste, oggetti da riordinare, colori. Avere tutto a portata di mano aiuta anche quando serve cambiare programma all’ultimo momento.

  8. Alternare tempo in casa e all’aperto
    In casa si possono proporre semplici compiti di cura domestica, musica da ascoltare o cantare insieme, giochi di carte o di memoria, qualche esercizio di ginnastica dolce. All’aperto possono essere adatte semplici attività di giardinaggio, brevi passeggiate con una sosta al bar o in biblioteca o la partecipazione a un evento di comunità, avendo cura di scegliere luoghi conosciuti, tranquilli e accessibili.

  9. Pianificare sempre in sicurezza
    Prima di uscire è importante controllare temperatura, meteo e allerte, evitando le ore più calde e ricordarsi sempre di portare dell’acqua. È opportuno scegliere percorsi ombreggiati e verificare in anticipo la presenza di panchine e bagni e la possibilità di rientro rapido. In caso di caldo intenso, afa o temporali è meglio scegliere un’alternativa al chiuso.

  10. Non fare tutto da soli
    Amici, vicini, volontari, associazioni e servizi del territorio possono essere un aiuto prezioso nella quotidianità, offrendo occasioni di socialità, partecipazione e sollievo. Il caregiver non deve esitare a chiedere supporto: anche condividere piccoli momenti di cura può alleggerire il carico e aiutare tutta la famiglia a vivere con maggiore serenità.
     
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