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Persone con disabilità

A cura di Ledha

Archivio notizie

12/03/2009

Le "buone prassi" dell'ufficio scolastico di Bergamo

Su Jolly di febbraio, valutazione di Donatella Morra sul documento dell'Ufficio Scolastico Provinciale, redatto in vista del rinnovo del Piano di Zona 2009-2011 dell'Ambito 1 di Bergamo.

Leggendo il documento dell'Ufficio Scolastico Provinciale, redatto in vista del rinnovo del Piano di Zona 2009-2011 dell'Ambito 1 di Bergamo, non si può fare altro che condividerne scopi e metodi.
Si tratta di un'assunzione leale di impegni, in continuità con il lavoro già avviato e in un'ottica che le Associazioni delle persone con disabilità hanno sempre auspicato: la co-responsabilizzazione ed il lavoro in rete di tutti i "portatori di interesse".

Gli alunni prima di tutto, tutti gli alunni, nessuno escluso. Bambini, adolescenti e giovani, con uno sguardo particolare rivolto a quelli tra loro che manifestano particolari difficoltà: persone fragili, con comportamenti a rischio (protagonisti, attivi o passivi, di atti di bullismo, consumatori di sostanze psicoattive, vittime di abusi e violenze); stranieri e disabili.

Poi gli adulti: le famiglie degli alunni; i docenti; gli psicopedagogisti; gli operatori sanitari; gli assistenti educatori e gli operatori sociali degli Enti Locali; le realtà del Terzo Settore.
La scuola come centro di promozione non solo culturale, ma anche sociale e civile; come luogo di incontro di tutte le anime della società e di formazione per tutti, rispettoso delle esigenze e delle caratteristiche individuali di coloro che intende educare ed istruire, capace di valorizzare e non appiattire le differenze.

Alla disabilità il documento riserva un ampio spazio, ribadendo la volontà dell'Ufficio scolastico di concordare con gli operatori sanitari, gli Enti Locali e tutte le altre Agenzie Educative Territoriali le iniziative rivolte agli alunni con disabilità, dentro e fuori la scuola, in vista della costruzione del loro progetto di vita.
È insolito sentir parlare di "progetto di vita" e non solo di "progetto educativo individualizzato" (P.E.I.). Le famiglie degli alunni con disabilità sentono molto assillante il problema del tempo "libero" dei loro figli che spesso, soprattutto per i più gravi, è "vuoto": vuoto di amicizie, di impegni, di interessi e divertimenti. Occuparsi di questo, oltre che del tempo-scuola, e progettare un'armonizzazione tra attività scolastiche ed extrascolastiche significa soddisfare un bisogno fondamentale e compiere un intervento che avrà ricadute positive sul benessere generale dell'alunno e di chi gli sta accanto a casa e a scuola.

È proprio ciò che prefigurava l'articolo 14, oggi largamente inapplicato, della Legge 328/2000, demandando ai Comuni il compito di predisporre, su richiesta degli interessati (i disabili e le loro famiglie, in caso di minori) un progetto individuale di vita in cui contemplare, in modo dinamico e con attenzione all'evolversi dei bisogni con il procedere dell'età, tutti gli interventi messi in atto in modo coordinato per promuovere "nei percorsi dell'istruzione scolastica o professionale e del lavoro" il benessere e la piena integrazione delle persone disabili prevista dall'articolo 3 della Legge 104/92.

L'attivazione per il 2008-2009, da parte del Piano di Zona dell'Ambito 1 di Bergamo, di una équipe socio-psicopedagogica multifunzionale , già felicemente collaudata nel biennio precedente, con compiti di formazione, consulenza, ricerca e orientamento a insegnanti, genitori, assistenti educatori , operatori sociali e associazioni, rappresenta uno strumento efficace, insieme alle altre misure che il Piano di Zona dovrà predisporre, per realizzare questo obiettivo.

L'équipe ha sede presso il Centro risorse e documentazione per l'integrazione a Bergamo (in via per Azzano 5, zona Colognola, nella sede dell'Istituto superiore "Belotti"), finanziato dalla Provincia di Bergamo e dall'Ufficio scolastico provinciale a seguito di protocollo di intesa del 2003.
Nella stessa direzione l'ampia iniziativa "Spazio risorse Autismo", con gli articolati sotto-progetti per l'autonomia, il tempo libero, la musicoterapia orchestrale e l'orientamento professionale, ma anche la recente pubblicazione dell'opuscolo "Guida per l'inclusione degli alunni disabili" realizzata dal Gruppo di lavoro dell'Ufficio Sostegno alla persona e Interventi educativi dell'Ufficio Scolastico Provinciale di Bergamo.

Gli alunni con disabilità vivono gran parte delle loro esperienze, non solo fisiche ma anche psicologiche, in luoghi e situazioni che i loro compagni di scuola spesso ignorano: ospedali, centri di riabilitazione, ma anche famiglie spesso lasciate sole ad affrontare al loro interno e all'esterno problemi "più grandi di loro".
La scuola che conosce e fa conoscere agli altri alunni e alle loro famiglie il vissuto dei compagni con disabilità, soprattutto se grave o gravissima, e le difficoltà che essi incontrano ad inserirsi nei vari contesti di vita, crea, come dice il Documento, la "cultura della differenza" e facilita le relazioni all'interno del gruppo classe; la scuola che accompagna, ascolta e valorizza la competenza delle famiglie, ne allevia il compito di far fronte in solitudine alla cura e all'educazione dei figli; la scuola che parla con i professionisti della sanità e gli operatori dei servizi sociali dei Comuni contribuisce a creare un linguaggio comune e modalità di operare condivise; la scuola che mette a disposizione figure competenti e motivate (dal dirigente scolastico, ai docenti, curricolari e di sostegno, agli ausiliari addetti all'assistenza di base) e si predispone per l'accoglienza, contribuisce alla piena inclusione degli alunni con disabilità.
Come Associazioni di persone con disabilità ci auguriamo che le buone prassi e i buoni propositi, che traspaiono dal Documento dell'Ufficio scolastico provinciale di Bergamo e sono in piena sintonia con l'articolo 24 della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, non vengano ostacolati dagli annunciati tagli di risorse previsti dalla Finanziaria 2009 e dai Piani programmatici e Schemi di regolamento di razionalizzazione ad essa correlati.

Donatella Morra - Rappresentante Ledha presso il Gruppo di Approfondimento Tecnico sul percorso di integrazione scolastica dell'alunno disabile

 

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