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Persone con disabilità

A cura di Ledha

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05/03/2014

Sondrio, enti gestori "preoccupati" per la delibera sul "vuoto per pieno"

In una lettera inviata all'Asl e a Regione Lombardia evidenziano "le criticità connesse all'applicazione della nuova disciplina sulle assenze" che prevede un tetto massimo di 20 giorni all'anno.

Gli enti gestori dei Centri diurni (Cdd), delle Residenze sanitarie per persone con disabilità (Rsd) e Comunità socio-sanitarie (Css) della provincia di Sondrio sono molto preoccupati "per i possibili effetti negativi connessi all'applicazione della nuove regole di remunerazione del Fondo sanitario regionale in caso di assenza degli utenti dalle unità d'offerta CDD, RSD e CSS della Provincia di Sondrio". Al centro del dibattito c'è la Dgr n. X/1185 del 20/12/2013 che fissa un tetto di 20 giorni l'anno alle giornate in cui l'utente non è presente e che vengono comunque remunerate dall'Asl. Il cosiddetto "vuoto per pieno".
Una preoccupazione che gli enti gestori hanno espresso alla Regione Lombardia (per tramite dell'Asl della Provincia di Sondrio) attraverso una lettera in cui "pur comprendendo le ragioni giuridiche che fondano tale nuova disciplina" sottolineano "le criticità connesse all'applicazione della nuova disciplina sulle assenze".

Dati alla mano (quelli relativi alle assenze degli anni 2012 e 2013) i responsabili degli enti gestori fotografano una situazione che vede, in primis, un numero di assenze di gran lunga superiore ai 20 giorni annui per ospite (attribuibili, peraltro, al 50% degli ospiti in carico ai servizi). Inoltre, si tratta di assenze frazionate su brevi periodi e "spalmate" su tutti i mesi dell'anno. Ma quali sono le cause che stanno alla base di queste assenze? Le possibili cause di questo fenomeno variano, bisogna infatti considerare le diverse tipologie di utenze dei vari servizi.

Nei Centri diurni (Cdd), ad esempio, incide molto la fragilità degli ospiti "che determina frequenti assenze per malattie lunghe e convalescenze a domicilio". Bisogna poi fare i conti con le grandi distanze delle sedi dei Cdd dall'abitazione degli ospiti (caratteristica tipica del nostro territorio montano). "In taluni casi - si legge nella lettera - la durata del tragitto per raggiungere i centri e rientrare al domicilio supera le due ore di percorrenza. A ciò si associa il fatto che spesso la partenza dal domicilio avviene alle sette del mattino". Fare i conti con il traffico e le lunghe distanze disincentiva la regolare frequenza, in presenza anche solo di piccoli malesseri. Bisogna infine fare i conti con le condizioni dei genitori degli ospiti, molto anziani e spesso residenti in alloggi con barriere architettoniche, che rendono difficoltose le operazioni quotidiane di preparazione dei figli per il centro.
Per le Rsd e i Css la situazione è leggermente diversa. Le cause di questo fenomeno si possoo individuare prevalentemente nella fragilità degli ospiti che determina frequenti ricoveri ospedalieri e nell'abitudine a rientrare in famiglia in occasione di festività, per le vacanze estive e nei fine settimana.

"La natura delle assenze, molto frazionate nell'anno e imprevedibili, non consente ai gestori di realizzare economie in caso di mancata saturazione dei posti, stante la permanenza costante di tutti i costi di funzionamento (personale, trasporto, pulizie, utenze) con la sola eccezione delle materie prime per i pasti", scrivono i rappresentanti degli enti gestori di Sondrio. In una situazione come questa, le manovre di riequilibrio gestionale e finanziario sono assai ridotte: "È di tutta evidenza - si legge ancora nella missiva - che, a fronte di una diminuzione rilevante dei ricavi da tariffe FSR, i gestori si vedranno costretti ad aumentare la quota sociale, con un conseguente aggravamento degli oneri a carico degli uffici di piano e delle famiglie".
Per questo motivo "auspichiamo che Regione Lombardia possa ritenere fondate le osservazioni qui formulate e, sempre nell'ottica di una programmazione orientata alla tutela dell'ospite e della sua famiglia, individuare possibili strumenti di compensazione degli effetti negativi derivanti dai fenomeni illustrati".

 

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