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Persone con disabilità

A cura di Ledha

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26/05/2014

"Salute mentale in Lombardia, è tempo di cambiare"

Questo il titolo di una campagna promossa da varie associazioni. Tra le richieste: maggiore prevenzione, potenziamento degli organici dei Centi Psico-sociali, riduzione della contenzione, formazione.

Potenziare gli organici nei centri psico-sociali. Promuovere l'attività di prevenzione. Coinvolgere e sostenere utenti e familiari. Superare le carenze di personale all'interno dei servizi psichiatrici di diagnosi e cura. In una frase: "Elaborare un nuovo piano regionale sulla salute mentale". È questa la richiesta avanzata dalle associazioni che fanno parte della Campagna per la salute mentale che nelle scorse settimane ha presentato un documento dal titolo significativo: "Salute mentale in Lombardia, è tempo di cambiare".

Una proposta articolata in tanti punti, frutto del lavoro di confronto e riflessione da parte delle tante associazioni presenti sul territorio lombardo."Abbiamo bisogno di un grande cambiamento, di servizi attenti alla persona, aperti tutti i giorni, abbiamo bisogno di ascoltare, di sollecitare, di intervenire laddove ci sono realtà che esprimono ritardi e producono abbandoni", scrive - nella lettera di presentazione dell'iniziativa - don Virginio Colmegna, presidente della Campagna Salute Mentale.

Il documento diffuso dai promotori dell'iniziativa parte da un fatto positivo: la delibera 1185 di Regione Lombardia ("Determinazione in ordine alla gestione del Servizio socio sanitario regionale per l'esercizio 2014") sembra recepire alcuni contenuti del documento "Non c'è salute senza salute mentale" presentato ai candidati alle elezioni regionali nel 2013. "Nella delibera però - si legge nel documento - vengono evidenziate criticità oggi presentei e che condizionano pesantemente una corretta prassi di propmozione e di tutela della salute mentale".

In primis, i promotori della Campagna chiedono, di promuovere l'attività di prevenzione primaria e di potenziare la neuropsichiatria infantile, con l'accompagnamento di percorsi formativi e di sensibilizzazione. Si chiede poi il potenziamento degli organici nei centri psico-sociali con l'estensione degli orari di apertura giornaliera almeno fino alle ore 20 e il sabato mattina. "Condizione indispensabile questa - si legge nel documento - per garantire le visite tempestive nel Servizio o a domicilio. Per evitare l'eccessivo ricorso ai trattamenti sanitari obbligatori (Tso) e alle contenzioni nei Servizi psichiatrici di diagnosi e cura (Spdc)".
Al superamento delle carenze di personale, va necessariamente accompagnata una riorganizzazione dei servizi e l'avvio di una formazione per gli esperti nella pratica del no restraint, limitando il ricorso alla contenzione. Il documento sottolinea poi l'importanza della presa in carico multidisciplinare e l'esigenza di estendere a livello regionale le buone pratiche di accompagnamento e inclusione sociale attuando "modelli innovativi a forte integrazione socio-sanitaria" (psichiatria di comunità).

Particolare importanza, viene poi data al tema della riabilitazione. Puntando sull'inserimento lavorativo, sui progetti di housing sociale (promuovendo residenzialità leggere e altre forma di abitare condiviso) e sui centri diurni "promuovendo il loro utilizzo quali luoghi non solo assistenziali ma anche di attività e iniziative di ri-abilitazione e re-inclusione sociale, in assonanza ai desideri e attitudini degli interessanti e alle opportunità offerte dal territorio, anche in ambito lavorativo".

La scadenza del piano regionale per la salute mentale - conclude il documento - e i nuovi indirizzi delineati dalle "Regole 2014" rendono urgente "l'elaborazione di un nuovo piano regionale sulla salute mentale che contempli il contributo di tutti i soggetti coinvolti sul tema della sofferenza mentale".
Qui
potete trovare maggiori informazioni sulla campagna e sulle modalità di adesione.

 

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