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Persone con disabilitÓ

A cura di Ledha

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04/06/2014

Mantova scommette sulla didattica inclusiva

Il progetto "La ricchezza nella diversitÓ" propone per il prossimo anno scolastico una formazione ad hoc per gli insegnanti, che metta al centro l'esperienza pratica e la condivisione di esperienze.

Come pu˛ cambiare la scuola? In che modo pu˛ essere realmente inclusiva? "Pi¨ che la grande riforma calata dall'alto da esperti che non hanno mai visto una classe, serve l'iniziativa di chi la scuola la vive". Ne Ŕ convinto Bruno Miorali, referente disabilitÓ del Collegamento provinciale del volontariato di Mantova. E promotore di un'iniziativa volta a migliorare l'inserimento nel mondo della scuola dei bambini e dei ragazzi con disabilitÓ.
Da anni - spiega Miorali - se ne parla nelle universitÓ, nei centri studi, nelle case editrici. Ma nessuno ha mai veramente coinvolto gli istituti scolastici in questa riflessione. Allo stesso modo, la formazione ha coinvolto pochi insegnanti, i soliti. E cosý, alla fine, il tema della didattica inclusiva, si riduce alla mera compilazione di moduli.
"Inoltre c'Ŕ tanta disinformazione, ci sono ancora insegnanti che sostengono la necessitÓ di mandare i ragazzi con disabilitÓ nelle scuole speciali - sottolinea con disappunto Miorali -. Manca una vera didattica per l'integrazione: si fatica a far entrare veramente i ragazzi nelle classi".

Per questo motivo il gruppo di lavoro che si Ŕ attivato a Mantova attorno al progetto "La ricchezza nella diversitÓ" (presentato lo scorso 16 aprile) vuole proporre per il prossimo anno scolastico una formazione ad hoc per gli insegnanti: "Solitamente la formazione Ŕ solo teorica, noi vogliamo spingere i docenti, soprattutto quelli curricolari, a mettersi in gioco", spiega Bruno Miorali.
Il lavoro che ha portato all'elaborazione del progetto ha avuto inizio circa un anno fa con la raccolta di proposte e idee da parte di insegnanti di sostegno, rappresentati delle scuole, genitori, referenti delle associazioni. Questa prima bozza di proposte Ŕ stata poi condivisa con i vari attori del progetto, coordinato dal Centro servizi per il volontariato, che prenderÓ il via a settembre con una serie di incontri nelle scuole della provincia.

Si scommette su una didattica che sappia accogliere e riconoscere le diversitÓ dentro la classe. Su una scuola che voglia cooperare con il volontariato delle famiglie, su una formazione obbligatoria che rafforzi veramente le competenze dei docenti "a livello pedagogico, didattico e relazionale". Su un percorso scolastico che dia una risposta ai bisogni educativi speciali con laboratori inclusivi, qualifiche intermedie.
“La ricchezza nella diversitÓ" Ŕ un progetto che scommettte in maniera importante sull'esperienza pratica. In workshop e nella documentazione "viva": "Invece di far circolare documenti cartacei, facciamo girare tra i vari istituti persone che hanno vissuto determinate esperienze: l'esperienza formativa dei colleghi Ŕ pi¨ utile dei discorsi teorici", spiega Miorali.

 

 

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