"L'accoglienza č un dovere"
A Cinisello alcune famiglie protestano contro il progetto di accoglienza di una ventina di rifugiati in una villetta adiacente al Cdd. Antonio Cacopardi (Anffas): "Lavorare per progetti condivisi".
La notizia era arrivata in piena estate: il Comune di Cinisello Balsamo (Milano) aveva deciso di destinare all'accoglienza di un gruppo di profughi una villetta di via Azzalee. Una struttura che era rimasta abbandonata e inutilizzata pre alcuni anni e che condivide alcuni spazi comuni con l'adiacente CDD. Come spesso avviene per vicende di questo tipo – in modo particolare quando le decisioni vengono calate dall'alto senza consultare gli abitanti della zona – i residenti e i genitori delle novanta persone ospiti del CDD hanno avviato una dura protesta per contestare la decisione di accogliere i profughi all'interno della struttura di via Azzalee.
“Inizialmente la notizia ha creato un certo allarmismo – puntualizza Antonio Cacopardi, presidente di Anffas Nord Milano – anche perché alle famiglie e ai residenti non erano state date informazioni chiare”. Solo in un secondo momento, infatti, è stato precisato che la villetta avrebbe accolto una ventina di persone (e non quaranta come prospettato all'inizio) tra nuclei familari e mamme con bambini. “È importante che situazioni di questo tipo vengano ben gestite, per evitare che a una situazione di fragilità si sommino altre fragilità: serve un progetto condiviso”, aggiunge Cacopardi.
Nonostante le rassicurazioni, però, parte dei residenti ha continuato la propria protesta contro la possibilità di accogliere i richiedenti asilo. “L'emergenza immigrazione c'è e va affrontata. Oggi alla nostra porta stanno bussando delle donne con bambini che ci chiedono aiuto. E noi dobbiamo aiutarli – puntualizza Antonio Cacopardi -. L'accoglienza è un dovere. Ma successivamente bisogna anche lavoare per fare in modo che crei percorsi positivi di integrazione”.
Nel corso di una delle utlime assemblee, malgrado le residue opposizioni, è stato dato il via libera alla creazione di un tavolo che avrà come obiettivo quello di elaborare un progetto per l'accoglienza dei profughi, condiviso con le famiglie e gli operatori del CDD. “Sono convinto che possa nascere un'esperienza molto interessante e utile anche per le persone con disabilità che frequentano il nostro centro”, conclude Cacopardi.

