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Persone con disabilità

A cura di Ledha

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21/11/2016

Un codice etico per gli Amministratori di Sostegno

Il documento è stato promosso dalle Reti Associative Lombarde per l’AdS. Definisce i principi morali e le regole di comportamento delle varie componenti del sistema.

Le Reti associative lombarde per l’Amministrazione di Sostegno si sono date un “Codice Etico”. Un documento che definisce i principi morali e le regole di comportamento delle varie componenti del sistema AdS in particolare nei loro rapporti reciproci, nelle attività comuni e nei loro rapporti con organismi esterni. “Sarà per la rete sia un punto che un orizzonte. Un punto perché i valori condivisi segnano il posizionamento delle nostre Reti rispetto alle varie interpretazioni presenti sul tema; un orizzonte perché aiutano a definire, in alcuni casi, gli obiettivi da raggiungere e le aspirazioni da colmare”, spiega Guido De Vecchi che con Chiarella Gariboldi e Asssunta Peluso sono portavoce regionali. “In ogni caso – puntualizza De Vecchi – si tratta di un documento ancora in divenire, che potrà essere perfezionato e integrato in futuro, grazie al contributo di tutti gli attori coinvolti”.

“In questi anni la Rete AdS è cresciuta e si è consolidata, ora abbiamo l’esigenza di omogeneizzare le prassi e le procedure. Il codice etico rappresenta un primo passo in questa direzione – spiega Guido De Vecchi -. Alle reti tematiche sta il compito di agire e individuare i nodi problematici, a LEDHA di poter modificare leggi e regolamenti che impediscono l'attuazione del progetto di vita per la persona fragile. Progetto d vita che vede l'AdS come una delle risorse centrali”.

Punto centrale del “Codice Etico” sono i valori condivisi da tutti gli attori della rete AdS in cui si afferma: “Crediamo in una Amministrazione di Sostegno che, nel più ampio lavoro di sviluppo e garanzia dei diritti fondamentali dell’uomo, sia al servizio del benessere e della dignità della persona fragile (…). Per questo motivo ci impegniamo per sviluppare intorno alla protezione delle persone fragili un cambiamento culturale dove diritto e servizio sono considerati bene comune per il quale vale la pena di reclamare, impegnarsi, pensare, investire”.

Da un punto di vista linguistico, siamo passati dall'hadicappato al diversamente abile, alla persona con disabilità e la legge sull'Amministrazione di Sostegno rappresenta un ulteriore passo avanti verso lo sdoganamento della disabilità, facendola uscire dalla riserva. “Ci ha finalmente insegnato a condividere le fragilità di cui anche la disabilità fa parte”, aggiunge De Vecchi. Nell’ambito dell’assistenza, i firmatari del Codice Etico si impegnano a “sviluppare un’amministrazione di sostegno a supporto dello sviluppo delle libertà residue e delle possibilità di azione della persona fragile”.

 

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