Questo sito utilizza cookie. Proseguendo la navigazione si acconsente al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
Informativa estesa         

Persone con disabilità

A cura di Ledha

Archivio notizie

28/08/2007

Scuola: progetti di integrazione

A pochi giorni all'apertura delle scuole, una riflessione di Monica Bolzoni, consulente dell'AGPD, sul progetti di integrazione scolastica.

Progetti di integrazione: quale condivisione e mediazione per la costruzione . del PEI

A cura di Monica Bolzoni*

Il primo giorno di settembre rappresenta, per tutte le persone che a vario titolo si occupano di progetti legati alla scuola, l'inizio dell'anno. Come prevede la miglior tradizione tale inizio è carico di buoni propositi, riflessioni su quanto ci si appresta a fare, nuovi convincimenti, inviti al cambiamento. Dopo dieci giorni con il vero e proprio inizio della scuola, il quotidiano trascina con sé uno zaino pieno di progetti ma già svuotato di motivazioni, di desideri, di strumenti consapevoli, utili ad innescare la trasformazione anelata nei giorni di preparazione all'evento.
Nell'ambito dei progetti legati alla qualità dei percorsi di integrazione scolastica degli alunni con disabilità, tutto ciò diventa immediatamente evidente. Come sotto una lente di ingrandimento emergono lacune e contraddizioni che il tentativo di risposta a bisogni speciali sottolinea senza possibilità di nascondimento. Infatti tale risposta richiede autenticità, rigore, progettazione, lavoro d'equipe e confronto tra tutti coloro che sono coinvolti: il dirigente scolastico; i docenti; gli operatori; i genitori; il territorio, l'alunno disabile, i compagni.
Tutti sono chiamati a posizionarsi rispetto e nel rispetto dell'altro, a individuare punti di contatto e di distanza, per giungere ad un progetto condiviso che sia coerente con le linee dello specifico contesto e adeguato ai bisogni dell'alunno. Per questo la stesura del PEI, all'interno di un percorso che conduca alla costruzione di un buon progetto di vita richiede un intervento a più livelli e necessita di un lavoro costante connotato da: osservazioni sistematiche finalizzate; conoscenza dei quadri clinici di riferimento; strutturazione e organizzazione della documentazione; padronanza delle strategie didattiche ed educative in uso.
All'interno di questa complessità è inoltre indispensabile collegare e mediare le interazioni tra gli interlocutori, per facilitare la comprensione tra linguaggi differenti e soprattutto accordare, nel senso etimologico del termine, le differenti istanze in gioco, che rischiano altrimenti di smarrire l'obiettivo primario: rispettare le possibilità di evoluzione e di crescita ed individuare soluzioni appropriate alla eterogeneità di livelli e tempi insita in ciascuno, con o senza deficit.
Lo specifico delle associazioni, per ciò che riguarda i percorsi scolastici, vede il focus del proprio intervento sulla strutturazione ed il monitoraggio dei piani educativi individualizzati, affinché contengano tutti gli elementi utili per rispondere ai diritti e doveri dell'alunno con disabilità. In particolare l'intervento di mediazione punta a favorire un dialogo tra le luci e le ombre presenti nel contesto scolastico ed alla condivisione del progetto tra gli insegnanti, il docente di sostegno cui spetta la con-titolarità, la famiglia e soprattutto l'alunno, sin dalle scuole elementari - non è mai troppo presto per crescere nella consapevolezza di sé e del contesto che ci circonda. Tutto ciò permette di compiere percorsi atti a restituire al soggetto una totalità ed un'integrità che sono spesso smarrite.
La condivisione dei linguaggi - quello clinico dominante, quello pedagogico-educativo, quello burocratico - risulta l'unica via per strutturare quella complessità di elementi che restano spesso come carte disordinate in qualche cassetto di cui si perde la memoria, come succede all'alunno con disabilità quando non è soggetto di uno sguardo capace di restituire risorse, desideri, limiti e diritti.
Solo dopo aver intrapreso questa strada, sarà possibile parlare di contenuti didattici, di apprendimenti e strategie metodologiche, affinché la persona possa riconoscersi nel proprio ruolo.

*Consulente AGPD Onlus scuola primaria e secondaria

 

Condividi:

FISH - Federazione Italiana per il Superamento dell'HandicapLedha - Lega per i diritti delle persone con disabilità

Ledha Via Livigno, 2 - 20158 Milano :: tel. 02 6570425 :: info@ledha.it

Informativa sull'uso dei cookie

Realizzato da Head&Hands & MediaDesign