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Persone con disabilitÓ

A cura di Ledha

Archivio notizie

26/05/2020

DisabilitÓ, genere, orientamento sessuale e origine straniera. Quando la discriminazione Ŕ multipla

FISH (Federazione italiana per il superamento dell'handicap) ha lanciato tre sondaggi per indagare le discriminazioni multiple ai danni delle persone con disabilitÓ

Quando la disabilità incontra il genere (nello specifico, quello femminile), l'origine straniera o l'orientamento sessuale le discriminazioni non si sommano: si moltiplicano. Anche la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità (ratificata dall'Italia nel 2009) esplicita l'esistenza di una possibile condizione di discriminazione multipla, cui sono soggette quelle persone che assommano alla disabilità ulteriori fattori di rischio. Fattori come "il colore della pelle, sesso, lingua, religione, opinioni politiche o di altra natura, origine nazionale, etnica, indigena o sociale, patrimonio, nascita, età o altra condizione".

"Questa condizione risulta spesso accompagnata da una sostanziale inconsapevolezza. Mentre la percezione della discriminazione come persona con disabilità è ormai, pur in modo ancora parziale, diffusa a livello personale e sociale, al contrario si stenta ancora a riconoscere le situazioni di discriminazioni multiple", spiega Daniela Bucci di FISH (Federazione italiana per il superamento dell'handicap), coordinatrice del progetto "Disabilità: la discriminazione non si somma, si moltiplica. Azioni e strumenti innovativi per riconoscere e contrastare le discriminazioni multiple", finanziato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

Anche in Italia, il fenomeno delle discriminazioni multiple ai danni delle persone con disabilità è ancora poco conosciuto e poco raccontato. FISH ha pubblicato online tre sondaggi rivolti a tutti coloro che vivono una situazione di discriminazione multipla legata alla disabilità e al genere, alla disabilità e all'origine etnica, alla disabilità e all'orientamento sessuale. L'invito è a tutte le persone con disabilità e alle loro associazioni: per compilare il questionario e farlo circolare a quante più persone possibili per raccogliere dati e informazioni sul fenomeno delle discriminazioni multiple. Raccogliere informazioni (il più precise e dettagliate possibile) è infatti il punto di partenza fondamentale per sviluppare progetti di presa in carico globale delle persone con disabilità che assommano su di loro diversi fattori di rischio. Quando mancano i dati, infatti, il rischio è quello di sviluppare interventi settoriali (o in quanto persona con disabilità o in quanto donna, straniero, anziano) con il risultato di non rispondere in modo unitario alle molteplici esigenze di una stessa persona, nella sua interezza e complessità.

I questionari (tutti rigorosamente anonimi) sono tre e sono tutti accessibili online. Il primo, su donne e disabilità, rappresenta la seconda edizione di un’indagine centrata sul tema della violenza nei confronti delle donne con disabilità: "VERA 2" (Violence Emergence, Recognition and Awareness). Il questionario si rivolge a tutte le donne con disabilità, indipendentemente dal fatto che abbiano subito violenza. Posso partecipare anche coloro che hanno già risposto alla prima edizione della ricerca. "È importante che quante più donne possibile compilino il questionario, per avere un quadro il più possibile aderente alla realtà", spiega Sara Carnovali, autrice del saggio "Il corpo delle donne con disabilità" e membro del gruppo di lavoro dedicato a questo tema. "Dati precisi e un quadro il più possibile aderente alla realtà permettono di intervenire per la progettazione di politiche efficaci di prevenzione e presa in carico", spiega Carnovali.

Il secondo questionario si rivolge alle persone con disabilità di origine straniera, indifferentemente che siano di prima o di seconda generazione, quindi migranti in Italia da un Paese straniero o nate in Italia da almeno un genitore straniero. Infine, il terzo questionario pone l’attenzione sulle persone LGBT+ con disabilità e mira a indagare il tema delle discriminazioni multiple rispetto a due fattori di rischio: la disabilità e l’orientamento sessuale o l’identità di genere.

 

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