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Persone con disabilità

A cura di Ledha

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24/09/2020

"Affrontare l'impatto del Covid 19 sulla ricerca per la demenza"

La Federazione Alzheimer Italia aderisce all'appello lanciato da Alzheimer Europe ai governi perché affrontino l’impatto che il Coronavirus ha avuto sulla ricerca per la demenza bloccando molti studi e privandoli di fondi

La Federazione Alzheimer Italia aderisce alla call to action lanciata da Alzheimer Europe perché venga promossa con urgenza un’azione per affrontare l’impatto del Covid-19 sulla ricerca per la demenza. La pandemia ha avuto effetti su tutti gli aspetti della vita, rallentando e bloccando molte attività tra cui anche quelle dei laboratori di ricerca sulla demenza: le restrizioni fisiche hanno tenuto lontani i ricercatori dai laboratori, mettendo in stand by alcuni progetti, e molti dei fondi disponibili sono stati convogliati sulla ricerca per il Covid-19 e questo ha portato a rallentare se non bloccare molti degli studi in corso dedicati alla diagnosi e prevenzione della demenza. Alzheimer Europe e Federazione Alzheimer Italia si uniscono nel chiedere risposte immediate da parte dei governi perché gli Istituti di ricerca e i ricercatori impegnati nel campo della demenza ricevano il supporto economico necessario a riprendere le attività in corso e avviarne di nuove.

L’appello è stato lanciato dalla federazione in occasione della XXVII Giornata Mondiale Alzheimer che cade il 21 settembre. In un anno particolarmente difficile, che ha visto moltissime persone con demenza vittime della pandemia da Covid-19. “L’emergenza sanitaria che ha colpito il nostro Paese, e il mondo intero, ha messo ancora più in luce l’urgenza e la necessità di tutelare i diritti dei cittadini più fragili, tra cui le persone con demenza -commenta Gabriella Salvini Porro, presidente Federazione Alzheimer Italia-. Oggi più che mai è necessario parlare di demenza e in occasione della Giornata Mondiale Alzheimer condividiamo le iniziative dei nostri partner internazionali, Alzheimer Europe e Alzheimer’s Disease International (ADI), perché crediamo fermamente che solo unendo le forze si possano raggiungere risultati”.

Durante la giornata mondiale è stato presentato anche il nuovo “Rapporto Alzheimer 2020” (intitolato “Design, dignità, demenza; il design dedicato agli ambienti costruiti per le persone con demenza”) che illustra i risultati della più vasta indagine mai condotta al mondo sul design orientato agli interni dei luoghi dedicati alle persone con demenza. La Federazione Alzheimer Italia si unisce ad ADI nel chiedere che nei Piani Nazionali i governi riconoscano la demenza come disabilità: negli ultimi trent’anni il design per la disabilità fisica ha compiuto enormi passi in avanti, e applicare le stesse linee guida e i principi progettuali alle persone con demenza significa permettere che godano dei benefici terapeutici di arredamenti realizzati su misura per loro a casa, nelle strutture residenziali e di assistenza diurna, negli ospedali e in edifici e spazi pubblici.

Il rapporto sottolinea l’urgenza di porre l’attenzione su questo tema su cui ci sono ancora molti ritardi e pochi dati, ma anche alcuni esempi virtuosi da cui prendere spunto: sono infatti 84 le case history provenienti da 27 paesi diversi citati da ADI, tra cui due italiane entrambe in Lombardia: “Il Paese Ritrovato” gestito a Monza dalla Cooperativa sociale La Meridiana e la RSA “Monsignor Olgiati” di Sesto San Giovanni, gestita dalla Fondazione Istituto Geriatrico La Pelucca onlus.

 

 

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