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Persone con disabilitą

A cura di Ledha

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27/03/2019

LEDHA e LEDHA Milano chiedono a Trenord pił formazione per il personale

Il commento delle associazioni a seguito della vicenda del controllore che ha costretto un passeggero con disabilitą a lasciare il convoglio. "Non basta l'abbattimento delle barriere, servono adeguate proposte formative"

Nella giornata di ieri, alcuni giornali e siti di informazione hanno dato notizia della vicenda del signor signor Edoardo Luneschi, costretto da un controllore di Trenord a scendere dal treno su cui stava viaggiando perché sul convoglio era già presente “un altro disabile” (sic). “Due sono troppi e lei non ha neanche avvertito”, avrebbe detto il controllore, riferendosi al servizio di assistenza per le persone a mobilità ridotta: un regolamento europeo prevede che venga prenotato con 48 ore di anticipo ma non autorizza il capo treno a cacciare un passeggero che non abbia richiesto l'assistenza e che oltretutto non ne abbia l'esigenza. 

Per LEDHA-Lega per i diritti delle persone con disabilità e Ledha Milano il signor Luneschi –che stava esercitando un suo legittimo diritto: viaggiare sui mezzi pubblici- ha subito un comportamento aggressivo e discriminatorio. “Anche se Trenord si è poi scusata con il signor Luneschi, il comportamento del controllore è inaccettabile”, commenta Enrico Mantegazza, presidente di Ledha Milano e vicepresidente LEDHA.

A quanto riferiscono i giornali, inoltre, il signor Luneschi non occupava lo spazio riservato alle carrozzine, ma era seduto in una poltrona come tutti i passeggeri. Il controllore non poteva quindi appellarsi a motivi di sicurezza dovuti al fatto che il signor Luneschi non fosse ancorato nell'apposito spazio per carrozzine.  “L’ignoranza delle leggi e dei regolamenti non può essere mai, a maggior ragione in questo caso, una scusante”, aggiunge Enrico Mantegazza.

LEDHA e Ledha Milano ribadiscono il diritto per le persone con disabilità a poter utilizzare i treni, come ogni altro mezzo di trasporto, allo stesso modo di tutte le persone. Non si tratta di un semplice auspicio ma di un principio giuridico sancito dalla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità (legge anche dello Stato Italiano) così come dalla normativa comunitaria. Principio ulteriormente ribadito, in Italia, dalla legge 67/2006 che vieta ogni discriminazione fondata sulla disabilità. Norme locali e regolamenti di singole aziende devono creare le condizioni affinché questo diritto sia effettivamente rispettato e non viceversa.

La piena accessibilità ai mezzi di trasporto deve essere prima di tutto garantita dall’assenza di barriere architettoniche o di altra natura: su questo piano sono stati compiuti molti passi in avanti ma la situazione rimane ancora difficile, come dimostra la vicenda degli ascensori presenti in alcuni scali ferroviari che vengono disattivati nelle ore serali e notturni, impedendo alle persone a ridotta mobilità di potersi muovere liberamente. “Ma il diritto alla piena accessibilità non potrà mai essere garantito senza una adeguata formazione del personale: la richiesta quindi a Trenord è quella di moltiplicare gli sforzi, al fine di raggiungere con adeguate proposte formative tutto il personale in servizio, sapendo di poter contare sulla disponibilità e competenza presente nel mondo associativo”, concludono le due associazioni.

 

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