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Persone con disabilitā

A cura di Ledha

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06/03/2020

Scuola, il diritto all'istruzione riguarda anche la piscina

Alessandro, uno studente con disabilitā, rischiava di essere escluso dalle lezioni di nuoto organizzate dalla sua scuola. La madre si č rivolta al Centro Antidiscriminazione di LEDHA

Il diritto all'istruzione non si limita a lezioni frontali, interrogazioni e verifiche. Ma comprende tutte quelle attività che -non a caso- vengono definite didattiche. Comprese le lezioni di nuoto in piscina se queste vengono organizzate dalla scuola, per tutti gli studenti. Nei mesi scorsi il Centro Antidiscriminazione Franco Bomprezzi di LEDHA è stato contattato da Laura, mamma di Alessandro un ragazzo con disabilità, per una consulenza relativa a una vicenda di potenziale discriminazione.

Lo scorso novembre l'istituto scolastico frequentato da Alessandro ha organizzato per i suoi studenti un ciclo di sei lezioni di nuoto da effettuare presso la piscina comunale. Alessandro, però, ha rischiato di essere escluso da questa iniziativa. La scuola, infatti, ha comunicato ai genitori del ragazzo di non avere personale adeguato per accompagnare Alessandro negli spogliatoi e cambiarlo prima e dopo il corso. Per ovviare al problema, è stato chiesto a Laura di accompagnare il figlio negli spogliatoi per aiutarlo a cambiarsi.

Una richiesta che è stata rifiutata dalla madre di Alessandro, che si è rivolta al Centro Antidiscriminazione Franco Bomprezzi di LEDHA. I legali hanno fornito tutte le informazioni necessarie alla famiglia riguardo ai diritti di Alessandro. "Le legge descrive in modo chiaro le modalità con cui assicurare agli studenti con disabilità l'inclusione scolastica. In nessun caso competenze di educatori, insegnanti di sostegno, personale ata... possono essere delegate ai genitori", spiega Giulia Bassi, consulente del Centro Antidiscriminazione di LEDHA

Il supporto dei legali di LEDHA ha permesso ai genitori di essere consapevole dei diritti di Alessandro e di potersi attivare per difenderli. La famiglia si è quindi rivolta all'avvocato Miriam Arabini che ha inviato una lettera alla Prefettura, al Comune di Busto Arsizio, alla scuola di Alessandro e all'ufficio territoriale scolastico denunciando la violazione dei diritti di Alessandro. Grazie alla lettera dell'avvocato (e al supporto dei volontari "Cuffie colorate pad") Alessandro ha potuto partecipare alle lezioni di nuoto in piscina."Nella nostra attività quotidiana per la tutela dei diritti delle persone con disabilità molto spesso è sufficiente un intervento stragiudiziale, ad esempio l'invio di una lettera da parte di un legale, per far cessare la situazione di discriminazione", spiega l'avvocato Laura Abet, responsabile del Centro Antidiscriminazione.

 

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