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A cura di Ledha

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13/05/2020

L'unitą spinale di Sondalo non sarą depotenziata

Il Consiglio regionale ha approvato una mozione che invita la Giunta a potenziare le Unitą spinali attive in Lombardia e a creare una rete tra quelle esistenti

Creare una vera rete tra le Unità Spinali esistenti in Lombardia, mantenere intatta l'Unità Spinale di Sondalo (SO) e impegno a riconoscere "il modello di Unità spinale all'interno dei due presidi ospedalieri lombardi" con la predisposizione di una nuova legge o delibera, che ne garantisca la piena realizzazione rispetto ai bisogni dei cittadini. È quanto stabilisce una mozione approvata lo scorso 5 maggio dal Consiglio di Regione Lombardia e che impegna la Giunta regionale a portare a termine una serie di interventi per valorizzare e potenziare le Unità Spinali attive sul territorio regionale.

Il testo della mozione era stato presentato dal consigliere Michele Usuelli e sottoscritto dal vicepresidente del Consiglio regionale, Carlo Borghetti, con l'obiettivo di impedire lo smembramento dell'Unità Spinale del complesso unipolare dell'Azienda Ospedaliera di Valtellina e Valchiavena.

Nell'ambito del progetto di riqualificazione della rete ospedaliera della Valtellina e dell'Alto Lario (presentato dal Politecnico di Milano e dall'ATS della Montagna) era infatti previsto il trasferimento a Sondrio di diversi reparti dell'Azienda Ospedaliera di Valtellina e Valchiavenna tra cui neurochirurgia, chirurgia toracica e vascolare, urologia. "Disgregando e disperdendo il patrimonio medico e culturale interdisciplinare costruito in tanti anni", si legge nella mozione.

A oggi le unità spinali unipolari (ovvero strutture in cui le unità operative necessarie si trovano tutte nello stesso presidio) presenti in Lombardia sono tre: l'Unità Spinale dell'Ospedale Ca' Granda-Niguarda a Milano, l'Unità Spinale presso l'Azienda Ospedaliera della Valtellina e della Valchiavenna - Ospedale Morelli di Sondalo e l'Unità spinale presso l'Azienda ospedaliera di Bergamo-Mozzo.

Solo nel triennio 2017-2019, secondo i dati delle rispettive Ats, l'unità spinale del Niguarda ha ricoverato in acuto 143 pazienti, ma ha dovuto rifiutarne 93. L'Unità spinale di Bergamo-Mozzo ha ricoverato in acuto 72 pazienti (e ne ha rifiutati 13) mentre quella di Sondalo ha ricoverato in acuto 143 pazienti, ma ne ha rifiutati 64. Tutti i pazienti rifiutati dalle strutture pubbliche vengono dirottati su strutture private, con costi a carico della Regione.

La mozione, invita la Giunta a riconoscere il modello di Unità spinale all'interno dei due presidi ospedalieri lombardi "con la predisposizione di una nuova delibera/legge regionale che ne garantisca la piena realizzazione rispetto ai bisogni dei cittadini" mantenendo in funzione l'Unità spinale di Sondalo "attivando con urgenza un incontro specifico, possibilmente organizzandolo proprio presso l'ospedale di Sondalo". Infine, la mozione invita la Giunta a "creare una vera rete tra le Unità spinali esistenti".

"Siamo contenti di risultato, che giudichiamo positivo: spostare i reparti dell'ospedale di Sondalo avrebbe voluto dire distruggere il lavoro dell'Unità spinale, una realtà consolidata da più di 30 anni -commenta Laura Valsecchi del Coordinamento Regionale per le Unità Spinali-. Ma intendiamo continuare la mobilitazione con l’istituzione di un Tavolo Regionale, come annunciato e promesso, per garantire la piena attuazione di quanto previsto dalla mozione, frutto di tante battaglie e dell’impegno dei consiglieri regionali proponenti".

 

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