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Persone con disabilità

A cura di Ledha

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Milano - 31/01/2019

Teatro Elfo Puccini -Corso Buenos Aires, 33

“Dedalo e Icaro”

Una reinterpretazione del mito greco, dove il labirinto con cui si confrontano padre e figlio è quello dell'autismo. Una serata speciale promossa dall'associazione “Uniti per l’autismo” per un dibattito sul tema

Il mito greco è noto a tutti: Dedalo, il celebre architetto, ha costruito per il re di Creta il labirinto in cui è rinchiuso il terribile Minotauro. Una volta completata l’opera, però, Dedalo e il figlio Icaro vengono rinchiusi a loro volta nel labirinto di Cnosso. Pazientemente, Dedalo raccoglie nel corso degli anni delle piume, con cui compone lunghe ali che permetteranno a lui e al figlio di fuggire dal labirinto. Una volta spiccato il volo, però, il ragazzo non resiste alla tentazione e si avvicina troppo al sole, facendo sciogliere la cera che teneva le ali unite al suo corpo. E Icaro precipita in mare.

Dedalo e Icaro” è il titolo dello spettacolo teatrale in programma al Teatro dell’Elfo di Milano fino al 3 febbraio che propone un’inedita rilettura del rapporto tra padre e figlio. Icaro, infatti, è rinchiuso in un labirinto: un mondo fatto di vicoli chiusi, strade verso l'esterno che s'interrompono, dalle quali spesso sembra di vedere improvvisamente l'uscita, ma è solo un'illusione.  Il labirinto, Dedalo lo sa, è cieco, si chiama autismo e non ci sono cure. Si può, solo, amare incondizionatamente! 

Esiste un modo per uscire dal labirinto? Cosa è disposto a fare il padre per insegnare al figlio a volare in uno spazio che non ha limiti, non ha confini, nel quale ci si può perdere? Dedalo non può lasciare Icaro volare da solo nel cielo, perché si sa, il ragazzo andrà con le sue ali diritto verso il sole. E se quella caduta è inevitabile che senso ha per un genitore fornire a un figlio quelle ali di cera?
Dalla questa riflessione prende vita questo "particolare" Dedalo e Icaro che è fatto dallo studio di testimonianze dirette, a volte struggenti e altre pervase da una feroce ironia. Ogni storia è unica ma tutte hanno un comune denominatore: il terrore dei genitori che i figli non riescano a vivere dopo di loro.

Il 31 gennaio (alle ore 21) è in programma una serata speciale, promossa dall’associazione “Uniti per l’autismo”, il Comitato lombardo che raggruppa 42 associazioni. Per l’occasione sono state invitate non solo le famiglie, ma anche i professionisti e le istituzioni a cui le famiglie stesso spesso si rivolgono cercando di comunicare la propria condizione di forte disagio e i bisogni di presa in carico. Allo spettacolo, dunque, seguirà un dibattito di approfondimento. Per informazioni: Raffaella Turatto (rturatto@alice.it)

 

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