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Persone con disabilitą

A cura di Ledha

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16 Luglio 2021

Vorrei trascorre due ore con mio fratello. Ma non posso

di Sara

Pubblichiamo la testimonianza di una donna che da 16 mesi ha potuto incontrare il fratello, ospite in una Comunitą socio-sanitarie, solo poche volte e per poco tempo. "A qualcuno interessa come sta?"

Sono la sorella di una persona con disabilità che vive in una comunità socio sanitaria di Milano. Io e la mia famiglia vorremmo sapere perché -in tempo di pandemia- le decisioni prese da Ats in merito alle Comunità socio-sanitarie (CSS) e alle persone che vi abitano non siano mai tempestive. Dopo un anno e mezzo che abbiamo vissuto in una situazione restrittiva e difficilmente descrivibile, ci chiediamo che cosa dobbiamo ancora aspettare per poter trascorre del tempo e vederci in condizioni “umane” con i nostri amici e parenti che si trovano in queste strutture.

Nella comunità in cui vive mio fratello lo scorso autunno tutti gli ospiti si sono ammalati di Covid-19 sebbene fossero completamente isolati (da noi parenti certamente) da mesi. Oggi tutti gli ospiti hanno ricevuto il vaccino e ormai anche noi familiari abbiamo ultimato, o quasi, l’iter vaccinale. Mi chiedo cosa stiamo aspettando, di preciso. Che svaniscano tutti gli anticorpi? Oppure che arrivi una nuova variante del Covid-19? Che dopo la Delta arrivino la Epsilon, la Zeta e la Eta? Non lo chiedo con ton sarcastico, perché non è il caso, ma mi chiedo e vi chiedo -con sincerità- quando io e i miei familiari potremo stare con mio fratello.

Sapete quali e quanti danni ha avuto mio fratello nella sua capacità di relazione, nella sua salute fisica di quasi recluso. Nella sua salute psichica, di mutilato delle sue relazioni affettive? Ve lo chiedo perché io non lo so: non ho potuto ancora capirlo bene, e per lui non posso rispondere. Ma per me e la mia famiglia i danni ci sono e non di poco conto. Vorremmo incontrare mio fratello in condizioni umane e, da qui in avanti, per sempre, nonostante quello che sarà. Nessuna restrizione ha fermato il virus purtroppo. E il prezzo per cercare strenuamente di provarci, è stato altissimo su tutti gli aspetti della sua e delle nostra esistenza. Vorremo vederci per sondare le difficoltà e i danni, per provare a curarceli, e perché ci manchiamo enormemente.

Da sedici mesi sogniamo gesti molto semplici: uscire dalla Comunità, sedersi ad un tavolino di bar, accuratamente scelto all'aperto in un posto tranquillo (non siamo pronti per le folle in nessun caso) e chiacchierare un po'. Con agio, non per la stringata mezz'ora che ci è concessa ora nel cortile della struttura. Ma per due. O magari tre ore, se va bene. Perché per ritrovarsi ci vorrà un sacco di tempo, e pazienza. E vorrei poter dire a mio fratello ogni volta, con certezza, che lo faremo ancora, tra qualche giorno o al massimo la settimana prossima. Non prevediamo vacanze, feste o viaggi all'estero, ma questioni di vita spicciola, fondamentali per cercare di superare un'esperienza traumatica tuttora in corso.

Per il momento, desideriamo così e non possiamo continuare a dircelo al telefono all'infinito. Non c'è nessun infinito.

Se chiediamo queste informazioni alla Comunità, ci rispondono che non si può, che devono seguire le regole dell'Ats. Che chiedono, sollecitano l'Ats, ma non ricevono risposte né sanno quando le avranno, che stanno aspettando.

Bene allora, se può essere utile saperlo, noi di aspettare non ce la facciamo più. E se servisse una misura di questa pena, sappiate che ormai pesa ogni giorno.

Quest'anno mio fratello, come lo scorso, non andrà in vacanza. Dopo un anno e mezzo non si è potuto trovare un modo perché lui e gli altri come lui possano spostarsi in sicurezza in una struttura di villeggiatura e, perché no, distendersi, riposarsi. 

Non esce dalla sua comunità da sedici mesi. La maggior parte dei quali trascorsi isolato dalla sua famiglia. Ha preso il Covid-19, resterà a Milano quest'estate, non può avere piani. Come lui, centinaia di altre persone. Forse solo ai detenuti vengono chieste cose simili. Ma a nessun altro in epoca di Covid-19.

Ho davvero bisogno di sapere se a qualcun altro, fuori della mia famiglia, questo interessa.

Sara

 

 

 

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