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Persone con disabilità

A cura di Ledha

Archivio opinioni

12 Ottobre 2011

Il vero investimento

di Gian Marco Gavardi

Considerazioni pratiche e contingenti sul sistema scolastico italiano a cura di Gian Marco Gavardi, curatore di “D.Blog” blog che si occupa di considerazioni e pensieri sulla disabilità, sindrome di Down, inclusione sociale

In Italia ci sono alcune Eccellenze.

Molte di esse sono spesso richiamate e sottolineate laddove sia necessario rimarcare il prestigio e i risultati raggiunti nei relativi campi dal nostro Paese.

Per arrivare all'eccellenza sono necessari tempo, risorse, l'intuizione e l'impegno di persone di buona volontà e capacità che, ciascuno nel suo ruolo, contribuiscono al lavoro complessivo.

Le persone di buona volontà, o se vogliamo motivazione, e capacità sono a loro volta il frutto del lavoro congiunto della loro propria famiglia, dell'ambiente sociale frequentato, dei propri convincimenti e in buona parte della Scuola.

Scuola con la S maiuscola, ovvero quell'insieme di insegnanti, compagni, studio, strutture e istituzioni che dall'asilo nido ai Master post universitari - per comprenderne solo alcuni estremi nella linea temporale- contribuiscono alla formazione culturale, professionale, umana, civile della persona.

Per una Nazione moderna e democratica, per l'Italia in particolare, è un dovere prioritario contribuire al massimo delle possibilità che la Scuola sia ben funzionante.

Significa, in altre parole, che chiunque possa raggiungere la piena realizzazione in termini scolastici, ovvero di competenze didattiche, culturali, civili con la garanzia che le modalità, competenze ed attenzioni ricevute siano le stesse indipendentemente dell'Istituto scolastico frequentato.

Significa che ogni Istituto scolastico di ogni ordine e grado, ovunque abbia sede, che sia pubblico o privato, di ogni dimensione deve dare ai propri studenti la certezza che la scelta se frequentare questo o quell'Istituto sia esclusivamente una questione legata a fattori indipendenti da tutto ciò che riguarda la qualità didattica e l'attenzione alla persona.

Attenzione alla persona significa che tutti gli studenti siano seguiti ed accompagnati verso la loro realizzazione sia che questa possa raggiungere alti risultati, per indole e potenzialità dello studente, sia che i risultati oggettivamente raggiunti siano inferiori alla media, rimanendo sempre nell'ottica di piena realizzazione della persona rispetto alle sue potenzialità nel presente e per il futuro suo e dell'intera società: ogni Istituto scolastico deve accogliere e accompagnare tutti, ciascuno con le sue esigenze.

Tutti hanno il diritto alla piena realizzazione, anche le persone con disabilità, o con esigenze speciali.

Gli Istituti pubblici devono essere in grado di seguire adeguatamente ogni persona, dalla più promettente che può essere accompagnata in percorsi didattici ad alto livello come la più necessitante di attenzioni (bisogni educativi speciali, persona con disabilità o di lingua o cultura d'origine differente) per poter comunque partecipare soddisfacentemente per lei e per tutti alla vita scolastica intera.

È controproducente nell'immediato e nel lungo temine la creazione, reale o nascosta, di veri e propri 'ghetti' (o 'poli' come spesso vengono presentati) di "eccellenza formativa" (tipicamente accentrati in alcuni Istituti scolastici privati), di "accoglienza ai disabili" (tipicamente in alcuni Istituti che riprendono lo spirito delle ex Scuole Speciali) e "di popolo comune" (tipicamente nella maggioranza degli Istituti pubblici).

L'attenzione alla persona, in ogni Istituto scolastico di ogni ordine e grado, pubblico e privato, comporta che nel percorso formativo per gli insegnanti devono aumentare considerevolmente, nell'ordine di decine di ore annue, i crediti formativi richiesti obbligatoriamente sulla didattica "normale" e "speciale" proponendo loro validi percorsi per aumentare le competenze didattico/relazionali. Analogamente è importante rafforzare la formazione richiesta agli Insegnanti di Sostegno per una efficacia migliore della loro operato.

Solo a partire da questo considerevole investimento formativo, e dopo il suo consolidamento negli anni, sarà possibile pensare alla 'razionalizzazione' dell'utilizzo degli Insegnanti di sostegno accostandosi ad un approccio analogo a quanto recentemente pubblicato da studi a riguardo che sottolineano la necessaria riduzione delle risorse dedicate al sostegno e per questo abbracciati da chi si occupa di bilanci statali. Come detto, già nella legislazione attuale questo è evidente e ne è alla base: l'inclusione scolastica prevede che tutta la Scuola (dal Ministro dell'Istruzione, ai dirigenti regionali e provinciali, ai dirigenti scolastici, gli insegnanti e personale ausiliario dei singoli istituti) sia coinvolta e preparata ad accogliere tutti, non è solo una questione di quante ore di sostegno siano dedicate. Ma la sola riduzione delle risorse al sostegno - già ora ampiamente sotto le necessità complessive - è assolutamente negativa se prima non si è investito nella formazione corretta di tutto il comparto scolastico.
E' necessario sostenere con ogni risorsa, anche in tempo di crisi economica quale quella che stiamo vivendo, la piena funzione della Scuola Italiana (con la S maiuscola). Solo in questo modo potremo avere qualche speranza che insieme si lavori per crescere insieme.

In Italia ci sono alcune eccellenze, di quasi tutte siamo orgogliosi, ma una, l'inclusione scolastica delle Persone con disabilità, la stiamo uccidendo. E con essa uccidiamo la dignità delle Persone e la libertà di essere cittadini attivi e consapevoli.

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