Alla Conferenza dei Sindaci della provincia di Bergamo
Riportiamo la richiesta, inoltrata ai Sindaci bergamaschi, di un patto fra Comuni, Terzo Settore e cittadini, nella prospettiva disegnata dalla 328/2000 per affrontora la sfida della ricostruzione e salvaguardia delle politiche sociali.
La pesantissima crisi che stiamo vivendo, a seguito del venir meno delle risorse finanziarie dedicate, sta influendo sulle Politiche Sociali in modo strutturale e profondo, proprio quando, in conseguenza della stessa crisi, crescono il bisogno e la richiesta di protezione sociale.
Una parte rilevante della popolazione vive una condizione di assoluta precarietà: lavoro, casa, istruzione, assistenza sociosanitaria, ecc., con il superamento sempre più frequente della soglia di povertà.
D'altra parte coloro che sono impegnati nelle politiche di Welfare, qualunque sia il loro ruolo istituzionale, vivono il dramma di dover fronteggiare con risorse sempre più risicate e in un quadro di totale incertezza sui nuovi assetti del sistema, una domanda di protezione in aumento.
Cresce nello stesso tempo la consapevolezza della necessità di politiche globali ed articolate che superino i limiti dei modelli attuali e di quelli recentemente prefigurati dalla Giunta Regionale Lombarda.
Consideriamo indispensabile investire nelle politiche di Welfare al fine di evitare l'aggravarsi delle situazioni di rischio, l'aumento dei casi di bisogno e quello esponenziale dei costi di "riparazione": senza prevenzione cresce infatti il disagio, la cronicizzazione, la fragilità e la marginalità sociale.
La partita del Welfare si gioca certamente a livello nazionale, ma molta parte del suo futuro dipende anche e principalmente dal livello locale e dalla capacità di mettere in piedi un patto fra Comuni, Terzo Settore e cittadini, nella prospettiva disegnata dalla 328/2000: È nei territori che si sperimenta e solo nei territori si afferma e vive quotidianamente l'idea di comunità .
In tal senso le Organizzazioni firmatarie del presente atto si propongono come legittimi interlocutori pronti ad allacciare e condividere con i Comuni l'impegno ad affrontare la sfida della ricostruzione/salvaguardia delle politiche sociali, nella consapevolezza della necessità di revisione dell'impianto delle regole in rapporto ai bisogni emergenti, coniugando sostenibilità e diritti di tutti.
In questo difficile contesto il ruolo dei Comuni rimane centrale e strategico: essi rappresentano il luogo della prossimità in grado di leggere e interpretare i diversi bisogni delle comunità (ed ogni territorio ha bisogni differenziati, linguaggi, tradizioni...), individuando le soluzioni più confacenti a garantire i diritti irrinunciabili dei cittadini (pari opportunità di accesso) con l'universalità delle prestazioni; ai Sindaci il difficile compito di tener unito il territorio, sviluppando la rete di relazioni tra tessuto di rappresentanza e società civile.
Questi a nostro parere i nodi strategici fondamentali a cui porre particolare attenzione:
- Attribuzione al territorio della competenza della gestione delle risorse, in modo strettamente legato alla programmazione. È fondamentale infatti poter programmare interventi con la certezza delle disponibilità finanziarie, da impiegare in modo flessibile in una prospettiva di piena integrazione fra sociale e socio-sanitario. Abbandono dunque dell'attuale frammentazione dei finanziamenti, dispersiva e irrazionale (doti, bandi, voucher) e creazione in alternativa di un fondo unico senza indicazioni di finalità, con titolarità decentrata governata dai territori.
- Superamento dell'esasperato campanilismo autoreferenziale che porta a sperperi di energie e di risorse nella gestione dei servizi, diminuendone la qualità. Accelerazione invece del processo della "gestione comune" che abbia come riferimento la dimensione degli ambiti territoriali, nella piena consapevolezza che la forma associata consente grandi benefici in termini di risparmio, di sinergie, di omogeneizzazione verso l'alto della qualità dei servizi, in un'economia di scala e di scopo.
- Affermazione del ruolo fondamentale dell'Ente Locale nella creazione ed estensione di alleanze che valorizzino tutte le risorse presenti nel territorio, profit e no profit, pubblico e privato, rendendo corresponsabile l'intera comunità. In questo quadro ridisegnato, l'Ente Locale avrà dunque la prioritaria funzione di attivare e di coordinare la rete degli attori territoriali e, in un rapporto paritario, di definire con loro la programmazione delle risposte al bisogno, rendendo praticato il principio di sussidiarietà.
- Definizione di un Welfare allargato, di co-responsabilizzazione, dove i ruoli e le competenze siano tangibilmente riconosciuti e valorizzati, e dove la compartecipazione delle decisioni e delle funzioni divenga una prassi effettiva.
Ciò presuppone necessariamente che l'attore pubblico, anche nel territorio, debba aprirsi alle istanze dei soggetti sociali praticando davvero la sussidiarietà, spesso solo teorizzata, e facendo della responsabilizzazione una reale opportunità di integrazione.
Crediamo che in tal modo si potrà realizzare un Welfare "plurale", in grado di far fronte ai vecchi e ai nuovi bisogni, un Welfare inclusivo che sia motore di sviluppo, di partecipazione sociale ed occasione di giustizia.
Chiediamo in concreto all'Assemblea dei Sindaci:
- Di allargare il perimetro del Welfare in una prospettiva di più ampio respiro, nel senso di scelte politiche integrate (lavoro, housing sociale, emergenze povertà, immigrazione, minori, anziani, disabili, ecc.).
- Di rafforzare i luoghi di sintesi ad ogni livello (tavolo Terzo settore, Consulta di orientamento, Tavoli di lavoro di Ambito, ecc.), facendoli evolvere da una funzione meramente consultiva a quella di una reale assunzione delle titolarità di indirizzo delle politiche e di orientamento delle risorse.
In questo senso chiediamo ai Sindaci di "rialimentare" la loro presenza ai Tavoli.
In questa prospettiva condivisa e nella comune responsabilità, offriremo maggior impegno nel servizio e più ampie risorse operative.
***
Lo scenario del Welfare ha un importante referente nell'Istituzione Regionale, la cui programmazione in questi anni È stata trasformata profondamente perlopiù con atti amministrativi.
Dalla Regione siamo stati chiamati ad esprimere le nostre posizioni sulle proposte di nuovo patto per il Welfare; dalla "Sintesi della consultazione pubblica" (D.G.R. n.4296) constatiamo che sono
stati recepiti gran parte dei principi espressi con forza nel nostro documento:
- la centralità della persona come centro di attenzione della protezione sociale, integrato dal supporto della famiglia,
- la sussidiarietà come condivisione di responsabilità,
- il riconoscimento dei Lea come garanzia dell'universalismo delle prestazioni (e dei diritti),
- la necessità di integrazione fra politiche di Welfare.
In modo particolare abbiamo colto favorevolmente il richiamo e il riconoscimento alla centralità del Territorio, con i Comuni in primo piano, inteso come necessità che la lettura delle fragilità e dei bisogni delle comunità sia la più prossima possibile, come capacità di fare rete e sistema per le doverose risposte.
In tale misura apprezziamo la dichiarata volontà a riaprire la consultazione con la finalità di realizzare il progetto riformatore tramite un'aperta condivisione.
Forti di un impegno derivante dalla Delibera, le scriventi Organizzazioni di rappresentanza richiedono e sollecitano gli organismi della Regione affinché il percorso di consultazione, non ancora concluso, possa avvenire in un quadro di riferimento politico-amministrativo di orientamento certo e di piena prospettiva.
Alla richiesta di dar corso alla ripresa della consultazione in presenza di una Giunta insediata con pieni poteri, aggiungiamo l'invito a sospendere ogni atto amministrativo o delibera sulla materia sino a che il processo di condivisione non delinei la nuova architettura del Welfare.
Ai Sindaci della Provincia chiediamo che, nei confronti della Regione, si facciano parimenti interpreti della volontà di proseguire con il metodo dell'ascolto e della condivisione con la pluralità dei soggetti interessati, premessa basilare per costruire un Welfare strettamente intrecciato con le Comunità.
ANFFAS Onlus Bergamo
Associazione Al di là del mio naso c'è ...
Associazione Amici di Samuel
Associazione Ceralacca Bergamo
Associazione Cure Palliative
Associazione Disabili Bergamaschi
Associazione famiglie portatori di handicap CDD di Almenno e Bonate Sotto
Associazione Italiana Sclerosi Multipla di Bergamo
Associazione San Giuseppe
CGIL
CISL
UIL
Confcooperative Bergamo
Coordinamento Bergamasco per l'Integrazione
F.A.N.D.
Forum Bergamasco delle Associazioni Familiari
Forum delle associazioni di volontariato socio sanitario bergamasche
Forum Isola Bergamasca
Gruppo genitori Fara d'Adda
Legacoop Bergamo
LILT Lega italiana lotta ai tumori
Phb - Polisportiva bergamasca
Primo Ascolto Alzheimer
UILDM Unione italiana lotta alla distrofia muscolare Sezione di Bergamo - Onlus
UNEBA

