Questo sito utilizza cookie. Proseguendo la navigazione si acconsente al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
Informativa estesa         

Persone con disabilità

A cura di Ledha

Archivio opinioni

17/02/2014

Diciannove euro valgono il diritto alla tutela delle persone fragili?

Di Rete regionale AdS

Un significativo aumento del prezzo della marca da bollo rappresenta un serio ostacolo al già difficile compito degli amministratori di sostegno e all'istituto della protezione giuridica.

Il 27 dicembre 2013 il varo della Legge di stabilità n. 147 da parte del Governo Letta ha introdotto una modifica che avrà un effetto sostanziale anche nel sistema della Protezione giuridica delle persone fragili. La legge, infatti, modificando l'articolo 30 del Testo unico spese di giustizia, dispone l'aumento del contributo forfettario previsto per l'instaurazione di nuove procedure o per la proposizione di istanze nell'ambito di procedure già aperte dai consueti 8 euro ai nuovi 27 euro. C'è da dire che un aumento era nell'aria.

Chi ha familiarità con l'ambito degli uffici giudiziari è abbastanza abituato (o rassegnato?) a vedere inseriti nelle varie leggi di stabilità arrotondamenti a queste voci. Ad esempio, con la legge 71 del 26 giugno 2013 i diritti dovuti di 1,81 euro erano stati portati a 2 euro. Mentre quelli di 14,62 euro sono stati portati a 16 euro. Ma si trattava, appunto, di arrotondamenti nell'ordine dei decimali. In quest'ultimo caso la cosiddetta Marca da bollo dovuta viene più che triplicata: si tratta di un aumento di ben 19 euro!

Nulla dicendo sulla ovvia ragione sottostante, vogliamo rappresentare alcune valutazioni sull'inopportunità di questo aumento. Partiamo dalla considerazione per la quale un aumento così ingente del costo di una prestazione deve necessariamente avvenire a fronte di un miglioramento netto dei livelli di servizio. Nel caso della Protezione giuridica questo amento non solo non c'è stato ma è da registrare, al contrario, un peggioramento degli standard di servizio. Alla fine del 2013 il sistema di gestione giudiziaria della Protezione giuridica aveva infatti già subito un serissimo scossone peggiorativo. Come abbiamo avuto modo di dire (Foglio Informativo n.1/2013) la definizione delle nuova geografia giudiziaria e la conseguente soppressione delle sedi distaccate ha notevolmente aumentato i disagi per moltissimi beneficiari, familiari e amministratori di sostegno che si sono tradotti anche in un aumento di costi dovuti agli spostamenti. Per l'amministrazione di sostegno, quindi, piove sul bagnato.

Oltre a questo, un aumento tanto considerevole rischia di allontanare da questo Istituto, se non addirittura pregiudicare l'accesso stesso al diritto di tutela, protezione e sostegno. Le nostre reti territoriali ci riportano di vari casi nei quali la cifra richiesta sta generando ripensamenti, dubbi, lunghe riflessioni... in alcuni casi anche alcune desistenze sull'opportunità di intraprendere il percorso di protezione giuridica.
In ultimo pensiamo che tale aumento rappresenterà una serissimo ostacolo al già difficile percorso di ricerca di persone disposte a svolgere il ruolo di Amministratore di sostegno. Normalmente, infatti, nei casi di beneficiari privi di reddito e patrimonio è spesso l'AdS a farsi carico del pagamento dei diritti forfetizzati di notifica.

Cosa si può fare? Innanzitutto è necessario ripensare profondamente il formato dei decreti di nomina. In linea con lo spirito dell'Istituto il decreto dovrebbe essere "tagliato su misura" sulle esigenze del beneficiario e del percorso di valorizzazione delle sue libertà residue.
In aggiunta a questo principio fondativo, alla luce di questa modifica di costo, è necessario verificare sempre più che esso non sia carente o troppo limitante, rimandando ad istanze successive la risoluzione di esigente che in realtà era possibile prevedere a monte. Ad esempio diventa sempre più necessario verificare i limiti di spesa mensili imposti, che spesso sono facilmente superati per una semplice vacanza, un imprevisto o una spesa medica essenziale ma superiore al previsto. In tutti questi casi oltre alle necessità di accesso agli uffici giudiziari si avrebbe infatti anche un costo non banale a carico del beneficiario e del suo reddito.

Riteniamo inoltre di difficile attuazione la proposta che in alcuni casi sta emergendo di esenzione dall'aumento sulla base del livello di situazione reddituale e patrimoniale (che andrebbe quindi normato, dichiarato e verificato). In molti stanno invece chiedendo l'abolizione dell'aumento per quanto riguarda le specifiche fattispecie di volontaria giurisdizione inerenti la protezione giuridica.

Le Reti Lombarde AdS sostengono questa richiesta che ritengono non solo opportuna ma anche di facile implementazione e controllo da parte degli uffici giudiziari che sarebbero chiamati ad attuarla. Questo dell'aumento del costo di gestione è uno dei peggiori regali di compleanno che si poteva pensare di fare al percorso di sostegno alle persone fragili che proprio in questi mesi compie 10 anni.

 

Condividi:

FISH - Federazione Italiana per il Superamento dell'HandicapLedha - Lega per i diritti delle persone con disabilità

Ledha Via Livigno, 2 - 20158 Milano :: tel. 02 6570425 :: info@ledha.it

Informativa sull'uso dei cookie

Realizzato da Head&Hands & MediaDesign