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Persone con disabilità

A cura di Ledha

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27/02/2014

Elezioni europee, un manifesto per i diritti

Di European disability forum

In vista delle elezioni del maggio prossimo l'European network for disability lancia un appello ai candidati e ai partiti per migliorare le condizioni di vita delle persone con disabilità.

Sono 80 milioni le persone con disabilità che vivono nei Paesi dell'Unione europea, pari al 16 per cento della popolazione totale. Una famiglia su quattro ha, al suo interno, una persona con disabilità. Numeri che rendono impossibile dimenticare le problematiche e le tante questioni aperte sui diritti delle persone con disabilità nel Vecchio Continente.
In vista delle elezioni europee in programma nel maggio 2014, l'European disability forum (Edf) fa appello ai candidati al Parlamento europeo e ai partiti politici perché inseriscano nei loro programmi elettorali alcune priorità per migliorare le condizioni di vita delle persone con disabilità. Ecco i sei punti cardine del "Manifesto per le elezioni europee 2014" diffuso in questi giorni dall'Edf.

1. Promozione di un'Europa inclusiva, sostenibile e democratica.
L'Edf chiede che l'Europa abbandoni le politiche di austerità, rimettendo al centro della propria azione le persone, l'inclusione, la solidarietà, l'uguaglianza e la legittimità democratica. Viene ritenuta questa l'unica strada possibile, per riguadagnare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni europee.

2. La riforma delle politiche economiche e sociali del Vecchio Continente assicuri la tutela e il godimento dei diritti dei cittadini europei con disabilità.
A causa di tagli senza precedenti nella spesa sociale - è l'analisi dell'Edf - milioni di persone con disabilità sono venute a trovarsi in una situazione di povertà ed esclusione sociale. Ma i servizi sociali sono fondamentali per consentire alle persone con disabilità di condurre una vita indipendente e di partecipare pienamente alla società. Diritti garantiti dalla Convenzione Onu sui Diritti delle Persone con Disabilità, ratificata dall'Unione Europea come organismo a sé stante e anche da venticinque dei ventotto Paesi che ne fanno parte (mancano ancora all'appello della ratifica la Finlandia, l'Irlanda e l'Olanda).

3. Rendere accessibili per tutti i beni e i servizi.
Edf indica alcuni strumenti necessari per raggiungere la completa accessibilità per tutti i beni e i servizi. A partire dall'European Accessibility Act, norma continentale a dir poco attesa, sull'accessibilità dei beni e dei servizi nel mercato interno europeo. C'è poi la proposta di una Direttiva Europea sull'accessibilità dei siti internet pubblici. Occorre poi promuovere l'accessibilità dei servizi di trasporto e delle infrastrutture, la rimozione di tutti gli ostacoli alla libertà di movimento delle persone con disabilità e dei loro familiari. Infine rendere i fondi europei liberamente accessibili anche alle persone con disabilità.

4. L'adozione di una Direttiva, già oggetto di proposta, contro tutte le discriminazioni.
È urgente, secondo l'EDF, che l'Unione Europea adotti una Direttiva già oggetto di proposta, così come è stata emendata dal Parlamento Europeo, che rafforzi la tutela delle persone con disabilità (considerate insieme ad altri gruppi) nei confronti delle discriminazioni, in ogni momento della vita e del lavoro.

5. Rapida ratifica da parte dell'Unione Europea e di tutti quegli Stati Membri che non l'abbiamo ancora fatto, del Protocollo opzionale alla Convenzione ONU sui Diritti delle persone con disabilità.
Il protocollo consente al Comitato sui diritti umani delle persone con disabilità di ricevere anche ricorsi individuali - di singoli o di gruppi di individui - e di avviare eventuali procedure d'inchiesta. Si tratta insomma di uno strumento che rafforza certamente l'implementazione della Convenzione stessa. L'Edf chiede pertanto sia all'Unione Europea come organismo a sé stante - che al momento ha solo ratificato la Convenzione - sia agli Stati Membri che non lo abbiano ancora fatto (Bulgaria, Danimarca, Finlandia, Irlanda, Olanda, Polonia, Repubblica Ceca e Romania) di procedere quanto prima.

6. Rivedere i meccanismi istituzionali e normativi europei, in modo tale che tutti tengano conto dei princìpi fissati dalla Convenzione ONU, avvalendosi altresì del contributo diretto delle persone con disabilità
In tal senso l'EDF sottolinea che l'Unione Europea ha l'obbligo di implementare attivamente la Convenzione ONU, sia rispetto ai propri meccanismi interni, sia rivedendo e modificando tutte le leggi e le prassi esistenti che discriminano le persone con disabilità, sia infine elaborando nuove norme, politiche e programmi sempre in linea con la Convenzione.

 

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