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Persone con disabilità

A cura di Ledha

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25/09/2014

Una scuola che include chi ne ha più bisogno?

Di Donatella Morra - Referente LEDHA Scuola

Una riflessione sulle linee guida "La buona scuola". E sulle tante lacune sulle esigenze degli alunni con disabilità.


Era confinato in una sola delle 138 pagine delle (ambiziose e ottimiste) linee guida governative sulla "Buona scuola". Ma il riferimento, semplice e aperto, alle esigenze degli alunni con disabilità ci era piaciuto; sommersi com'eravamo nel 2012 e 2013 dalle astruse e spesso tra loro contraddittorie direttive e circolari ministeriali sui Bisogni educativi speciali (Bes).
Nel silenzio assordante dell'ultimo anno avevamo sperato, come associazioni di persone con disabilità, che si stesse passando dalle parole ai fatti. Traducendo in azioni le sigle sbocciate nei documenti ministeriali: "GLI", "PAI", "PDP" e così via. Che si attivassero percorsi di formazione obbligatoria per tutti i docenti, che ci fosse un impiego diffuso delle nuove tecnologie. E soprattutto progettualità nel predisporre le risorse occorrenti alle necessità assistenziali, educative e didattiche dell'alunno con disabilità. Che, ancor più dei suoi compagni con altri bisogni educativi speciali, ha bisogno di figure di riferimento stabili, non solo preparate nella singola patologia, ma umanamente accoglienti e disposte a fare da "rete" di collegamento tra tutti gli attori dell'inclusione (dirigenti, insegnanti curricolari e di sostegno, figure sanitarie, assistenti ad personam e assistenti di base).

Risultato? Si è fatta formazione, soprattutto per i neo-assunti. Si è avviata e presto conclusa una positiva stagione di formazione in servizio per tutti gli insegnanti che volevano sapere cosa fossero i BES e come lavorare in classi affollate di alunni con disabilità, disturbi dell'attenzione, dell'apprendimento, del comportamento e problematiche linguistiche. Purtroppo, gli insegnanti più demotivati e i meno sensibili al tema, proprio quelli che ne avrebbero più avuto bisogno, sono mancati all'appello.

Ma torniamo alla "Buona scuola". A pagina 78 si parla della necessità del sostegno specializzato, riconosciuta dalla Commissione collegiale Asl, specificando che all'handicap grave va riconosciuto il rapporto 1:1, all'handicap medio l'1:2 e a quello lieve il rapporto di 1:4.
La realtà dei fatti, però, ci racconta una situazione ben diversa. Per farsene un'idea è sufficiente leggere gli articoli che compaiono in questi primi giorni di scuola sui quotidiani, oppure parlare con i nostri genitori, con i docenti, gli educatori e con i funzionari degli Uffici scolastici alle prese con le nomine ancora in corso. Non solo sono in ritardo le nomine, c'è penuria diffusa di insegnanti specializzati. Alla richiesta di sostegno certificata, non solo nella Diagnosi Funzionale ma anche nel PEI (come previsto nell'inattuato art.10,c.5 della Legge 122/2010), è corrisposta solo in pochi casi l'attribuzione di una docenza di sostegno adeguata. Spesso, per dare ad alcuni il sostegno richiesto dalle famiglie con azioni legali e faticosi ricorsi, si è tolto ad altri, che neppure lo sanno e non conoscono i loro diritti. Eppure, già dalla fine di febbraio scorso si conosceva l'entità del bisogno, rapportato all'incremento delle certificazioni che, nonostante "La scuola in chiaro" e le più raffinate tecnologie informatiche, non vengono rese note al grande pubblico.

Nel testo si parla anche di stabilizzazione per gli insegnanti di sostegno, ovvero delle nomine a tempo indeterminato di docenti di sostegno precari previsti dal Piano Carrozza (L.n. 128/2013). E del passaggio dall'organico di fatto all'organico di diritto di un folto manipolo di docenti, già in servizio, iniziato lo scorso anno con 4.447 nomine in ruolo, proseguito questa estate con 13.342 assegnazioni e che dovrà essere completato entro l'anno scolastico 2015/6 con la nomina di altri 8.895 docenti.
Sicuramente, le nomine in ruolo di 26.684 docenti, che porteranno nel 2015/6 l'organico di diritto a poco più di 90mila docenti (su di un totale di 110.216 nell'anno scolastico 2013/4), offriranno più continuità didattica e maggiore stabilità nell'organico di sostegno "anche tra reti di scuole". Ci si augura che la scelta di questo canale di assunzione per molti di loro sia libera, convinta e motivata, come in passato lo era per gli insegnanti delle scuole speciali che abbiamo conosciuto e apprezzato, anche quando, all'indomani della Legge 517/1977, la maggior parte di loro è transitata nelle scuole integrate portando in eredità il suo patrimonio di competenze e umanità nella scuola di tutti.

Nelle linee guida "Buona scuola" c'è anche un positivo riferimento alla necessità dell'instaurazione di un "rapporto di fiducia" tra i docenti, le famiglie e i ragazzi. Ma è grave che nel documento non si parli dell'apporto e della corresponsabilizzazione dei docenti curricolari e degli educatori, totalmente ignorati come indispensabili coadiutori della realizzazione del PEI. Occorre che il Ministero si occupi anche di queste figure, indispensabili per la realizzazione del diritto allo studio degli alunni con disabilità.

Le linee guida della "Buona Scuola" ignorano totalmente gli assistenti all'autonomia e alla comunicazione, nominati dagli Enti locali e necessari per la piena integrazione e la conquista delle autonomie personali e sociali dell'alunno e dello studente con disabilità. Quasi che la competenza della nomina, non ministeriale, ne facesse un corpo "separato" e opzionale del progetto di integrazione. Ignorano anche che altre risorse, come l'abbattimento delle barriere architettoniche e percettive, il trasporto gratuito e la disponibilità di ausili e sussidi tecnologici, concorrono allo stesso scopo.

Le nostre associazioni hanno lanciato un allarme preoccupato sia sui massicci tagli del personale educativo-assistenziale sia sulla mancata erogazione del trasporto, rivolgendo un appello chiedendo al Consiglio regionale lombardo "di adottare tutte le misure e gli adempimenti necessari al fine di garantire, in tempi utili e certi, il diritto allo studio degli alunni con disabilità delle scuole di ogni ordine e grado". Una scuola che include chi ha più bisogno si occupa di tutti i bisogni della persona, nessuno escluso!

Referente LEDHA Scuola

 

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