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Persone con disabilitÓ

A cura di Ledha

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26/10/2014

Renzi, non ce lo meritiamo

Di Franco Bomprezzi

Leggo il solito copione e mi rattristo. Nella bozza della legge di stabilitÓ si prevede il taglio di 100 milioni di euro al fondo nazionale per la non autosufficienza e il congelamento del Fondo per le politiche sociali.

Leggo ancora una volta il solito copione e mi rattristo. Nella bozza della legge di stabilitÓ si prevede il taglio di 100 milioni di euro al fondo nazionale per la non autosufficienza, da 350 a 250 milioni, e il congelamento del Fondo per le politiche sociali. Le associazioni, unite come non sempre avviene, non ci stanno e chiedono un incontro urgente. Vorrebbero Renzi presente, si trovano davanti due sottosegretari, animati dalle migliori intenzioni, ma evidentemente non in grado di decidere un accidente. E si torna a parlare di mobilitazione necessaria. Quasi una forma di fisioterapia di massa, una ginnastica pericolosa, specie avvicinandosi la stagione invernale. Lo abbiamo visto e fatto tante volte. Con il risultato, spesso, di vincere la battaglia, sapendo che la guerra continuerÓ a svilupparsi in mille trincee, tra agguati, trabocchetti e altre diavolerie previdenziali e contabili.

Il mondo della disabilitÓ non merita questo trattamento. Non lo ha mai meritato, anche quando Ŕ stato ripetutamente messo in un angolo con campagne furbe e detestabili che hanno inutilmente cercato di dimostrare l'indimostrabile, ossia che in Italia si spende troppo per chi non Ŕ produttivo: "ISTAT certifica che in Italia la spesa sociale per la disabilitÓ Ŕ inferiore di mezzo punto di PIL rispetto alla media UE di 2,1% - documenta il sito della Fish, la Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap - In Italia la spesa pro capite Ŕ di 423 euro l'anno: la media UE Ŕ di 536. In Germania se ne spendono 277 in pi¨, in Croazia 100. Il divario rispetto alla UE Ŕ di circa 8 miliardi di euro. Se osserviamo gli effetti pratici ci˛ significa esclusione sociale, marginalitÓ, impoverimento progressivo delle persone con disabilitÓ e dei loro familiari che spesso sono gli unici caregiver, in un'assenza di politiche certe e strutturate".

Caro Renzi, non tutte le donne con disabilitÓ potranno mettere al mondo un bebŔ dal prossimo gennaio, anzi credo che in questa situazione saranno ben poche a poterselo permettere, perci˛ a loro quel bonus di 80 euro non fa nÚ caldo nÚ freddo. Non tutte le persone con disabilitÓ hanno un lavoro che permetta loro di accedere agli 80 euro di bonus in busta paga o al tfr, per il semplice motivo che oltre due terzi sono strutturalmente disoccupati e dunque devono, necessariamente, avere accesso a servizi, a risorse, a progetti di vita indipendente, se non vogliono finire, come unica e ultima scelta, in una struttura protetta.

Pensavo sinceramente che indietro, almeno rispetto all'esiguo bilancio degli ultimi anni, fosse impossibile tornare, e invece, almeno in prima battuta, ci risiamo. Almeno ci fosse un segnale di serietÓ e di trasparenza, una proposta di approfondimento e di riforma strutturale del complesso meccanismo procedurale che rende difficile costruire progetti concreti attorno alle persone, come vuole la Convenzione Onu. Niente di tutto questo, il Piano d'azione nazionale Ŕ fermo tra i buoni propositi, i tagli alle Regioni e ai Comuni sono l'unica certezza conclamata.
Parlare di delusione, al momento, Ŕ pure poco. Caro Renzi, c'Ŕ solo una cosa da fare. Tra un tweet e l'altro, durante la Leopolda o subito dopo, manda un segnale forte: "Mi sono sbagliato, sulla disabilitÓ non si taglia #statesereni ". Che comunque, a dirla tutta, sereni non stiamo di sicuro.

 

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